Attualità - 29 maggio 2026, 11:46

Andora adotta "atèfano": un nuovo nome per il dolore dei genitori che perdono un figlio

Il Consiglio comunale approva all’unanimità l’ordine del giorno per introdurre il termine nato dall’impegno dell’associazione in memoria di Rachele Franchelli

In foto da sinistra, il vice sindaco Daniele Martino, Gastone e Silvia Franchelli, fratello e mamma di Rachele, l'amica Celeste Barbera e il sindaco Mauro Demichelis

Il Consiglio Comunale di Andora ha approvato l’Ordine del Giorno presentato dal Vice Sindaco Daniele Martino con oggetto "Adozione e promozione del vocabolo atèfano".

Con questo provvedimento, il Comune di Andora compie una scelta significativa sul piano umano e sociale, adottando formalmente il termine "atèfano" per dare voce a una necessità reale e profondamente sentita, nata grazie all’impegno dell’Associazione Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini APS, fondata in memoria di Rachele (scomparsa nell'Ottobre 2024 a soli 16 anni a causa di un tumore cerebrale).

La proposta nasce con l’obiettivo di colmare un vuoto linguistico della lingua italiana: l’assenza di una parola che identifichi il genitore che ha perso un figlio. Il vocabolo “atèfano” si propone infatti di definire questa condizione, riconoscendo dignità e visibilità a un dolore profondo, spesso privo di una precisa identificazione. Il termine nasce dal greco antico, dall’unione di "a-", alfa privativo, la radice "té-" da "téknon" (figlio) e la desinenza "-fano", da "orphanòs" ("privo", "mancante", "orfano").

Il termine "atèfano" ha già ottenuto un importante riconoscimento istituzionale con l’approvazione all’unanimità di una mozione da parte del Consiglio Regionale della Liguria e di vari Consigli Comunali, tra cui Alassio, Albenga e Ceriale. L'operato dell'Associazione Rachele Franchelli è stato anche presentato presso la Camera dei Deputati e sottoposto all'attenzione di Sua Santità Papa Leone XIV lo scorso 25 Marzo.

Con il voto espresso, il Comune di Andora si impegna a promuovere il termine "atèfano" attraverso i propri canali istituzionali, negli atti pubblici e in occasione di eventi e iniziative dedicate ai temi della Famiglia, della Sanità e del Sociale, facendosi inoltre portavoce della proposta presso altre Istituzioni.

"Andora ha scelto di adottare formalmente il termine "atèfano" per dare voce a una istanza che parla a tutta la nostra Comunità – dichiara il Vice Sindaco Daniele Martino - Dare un nome a questa condizione significa riconoscere un dolore immenso e spesso invisibile, offrendo dignità e attenzione a tanti genitori che vivono la perdita di un figlio. Un gesto di profonda civiltà e accorata sensibilità che consente di costruire una rete di vicinanza e supporto. È un piccolo gesto linguistico, ma dal grande valore simbolico e concreto. Silvia e Gastone Franchelli, mamma e fratello di Rachele, hanno trasformato l’assenza più lacerante in impegno, in presenza viva, in Amore che continua. Nel ricordo di una ragazza luminosa, hanno trovato la forza di tendere la mano ad altri Genitori, affinché nessuno resti solo davanti a un dolore che chiede ascolto, dignità e speranza."

"Desidero infine ringraziare il Sindaco Mauro Demichelis e il Presidente del Consiglio Comunale Flavio Marchiano per il garbo istituzionale e soprattutto il tratto umano nell'avermi concesso di esporre questo provvedimento al Consiglio Comunale." - conclude il Vice Sindaco Daniele Martino.

Redazione