"+39 Rispetto", una scritta che ricorda le vittime dell’Heysel ed un monito per far sì che simili tragedie non accadano mai più.
A Torino, come in tanti altri luoghi, il ricordo di quei fatti di sport accaduti 41 anni fa è sempre molto forte. Impossibile dimenticarli ed è per questo che esistono gli anniversari. La strage dell’Heysel è avvenuta il 29 maggio 1985, pochi minuti prima dell’inizio della finale della Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, proprio a Bruxelles nel cuore dell’Unione Europea.
In quella notte disperata persero la vita 39 persone, di cui 32 italiani. Tutti tifosi juventini andati in Belgio con la speranza di festeggiare il titolo continentale. Trovarono, invece, la morte in modo assurdo, travolti dalla furia degli hooligans inglesi, schiacciati contro le balaustre o precipitati dalle gradinate. Per molti, che a quei tempi erano ragazzi, è stato il giorno in cui il calcio ha definitivamente perso la sua innocenza. Innocenza sconfitta dalla violenza, dall’inefficienza di chi doveva preoccuparsi della sicurezza e dall’inadeguatezza strutturale dello stadio Re Baldovino.
E, come ogni anno, sono tante le iniziative programmate in un 29 maggio che per la Juventus significa onore e raccoglimento, a partire dalla Mole Antonelliana dove negli anni scorsi è stata proiettata la scritta «+39 Rispetto».
Una pletora di gente è pronta a darsi appuntamento a Cherasco, per sventolare bandiere presso il monumento dedicato ai caduti, situato nei giardini del Santuario Madonna delle Grazie, inaugurato nel 2016, grazie alla volontà dell’associazione “Quelli di via Filadelfia”, che sostiene la Fondazione per la Ricerca sui Tumori dell’Apparato Muscoloscheletrico e Rari Onlus.
La commemorazione non è solo un omaggio, ma un invito a riflettere sulla responsabilità che tutti abbiamo nel preservare la memoria storica e nel costruire un futuro migliore, dove la violenza non trovi più spazio nello sport e nella vita.