Attualità - 02 giugno 2026, 20:31

Da Savona allo spazio: Fondazione CIMA protagonista della missione europea Hydroterra+

La missione candidata ESA Earth Explorer 12 punta a osservare il ciclo dell’acqua su scala oraria. Un progetto scientifico made in Liguria che valorizza a livello europeo e mondiale l’esperienza regionale su rischio idrogeologico, alluvioni, frane e adattamento climatico

Da Savona potrebbe partire un nuovo modo di osservare il ciclo dell’acqua sulla Terra. Fondazione CIMA è infatti al centro della compagine scientifica di Hydroterra+, una delle quattro missioni candidate selezionate dall’Agenzia Spaziale Europea nell’ambito del programma Earth Explorer 12.

La missione punta a colmare una lacuna cruciale nell’osservazione satellitare: molti fenomeni che producono gli impatti più gravi sui territori, come alluvioni improvvise, frane, saturazione dei suoli, fusione della neve e precipitazioni intense, si sviluppano in poche ore. Gli attuali sistemi satellitari riescono spesso a osservare gli effetti finali di questi processi, ma non sempre la loro evoluzione in tempo reale.

Hydroterra+ nasce per cambiare questa prospettiva. Il progetto propone l’utilizzo di un radar ad apertura sintetica geostazionario, capace di osservare con continuità vaste aree della Terra e di acquisire dati con frequenza oraria o sub-giornaliera. Questo consentirebbe di seguire quasi “in real time” l’evoluzione dell’umidità del suolo, del contenuto idrico della neve, del vapore acqueo atmosferico e delle dinamiche legate a frane, subsidenza e danni prodotti da eventi naturali estremi.

Per la Liguria, territorio fragile e fortemente esposto agli eventi idrometeorologici intensi, la sfida ha un valore particolarmente concreto. La possibilità di osservare il ciclo dell’acqua ora dopo ora potrebbe contribuire a migliorare la comprensione dei fenomeni che portano a piene improvvise, dissesti e impatti sul territorio.

Con Hydroterra+ non stiamo semplicemente immaginando un nuovo satellite, ma un nuovo modo di osservare il ciclo dell’acqua. Oggi molti processi che determinano eventi estremi evolvono troppo rapidamente per essere osservati con continuità. La possibilità di monitorarli su scala sub-giornaliera aprirebbe prospettive completamente nuove per la comprensione dei fenomeni idrometeorologici e per la gestione del rischio climatico”, dichiara Antonio Parodi, Direttore di programma di Fondazione CIMA.

Il percorso di selezione entrerà in una fase decisiva dal 5 al 9 luglio 2026, durante l’ESA Earth Explorer 12 User Consultation Meeting di Tallinn, in Estonia. In quella sede le quattro missioni candidate verranno presentate alla comunità scientifica internazionale e solo due accederanno alla successiva fase di sviluppo. La selezione finale della missione Earth Explorer 12 è prevista per il 2028.

Per Fondazione CIMA, guidare la compagine scientifica di una missione candidata Earth Explorer rappresenta una sfida scientifica straordinaria e una responsabilità verso la comunità internazionale che lavora sull’osservazione della Terra e sull’adattamento climatico. Ma anche verso la nostra Liguria, perché le nostre competenze in materia nascono proprio studiando i fenomeni locali e regionali, che come sistema di protezione civile abbiamo affrontato e messo a sistema” conclude Parodi.