“In questi ultimi giorni, stiamo assistendo a un giro a vuoto della sanità della nostra valle che ci preoccupa molto e, malgrado l’ospedale di Cairo sia stato ristrutturato in gran parte, sono rimasti molti i disservizi, a dimostrare che se cambi l’abito di una persona che non è capace di camminare, sarà ben vestita ma non muoverà un passo”.
Ad affermarlo è il Comitato Sanitario Locale Val Bormida, che aggiunge: “I problemi di cui parliamo sono diversi e a tutti i livelli: dal cardiologo che non si presenta in ambulatorio e i pazienti (alcuni con visita prenotata da mesi e con ticket pagato) vengono rimandati a casa senza alcun messaggio di rimodulazione della visita; alla soffittatura del nuovo ospedale che cade sul pavimento; alla chiusura del CUP ospedaliero per mancanza di personale (e questa volta non ci si può nascondere dietro alla mancanza di medici o infermieri perché il CUP è gestito da personale amministrativo); alla riduzione dei letti del day hospital senza alcuna motivazione; alla dismissione di materiale sanitario (lettini odontoiatrici) presso la sede Asl di Carcare, che costringono i valbormidesi ad andare a Savona per le cure odontoiatriche”.
“Un’altra preoccupazione risiede nel fatto che il direttore Dott. Corti sarà in pensione a breve e ancora oggi non è stato proposto un nome per la sostituzione. Sarebbe buona norma organizzativa nominare un sostituto prima del pensionamento, in modo da non lasciare buchi operativi; e invece siamo alla solita approssimazione gestionale. Ci chiediamo perché la presenza massiccia alle inaugurazioni di politici e medici non corrisponda poi a un interesse che la macchina sanitaria funzioni nel miglior modo possibile, instillando in noi cittadini un senso di impotenza e di insicurezza”, aggiunge.
Il Comitato Sanitario Locale prosegue con le richieste già avanzate in più sedi della politica ligure, ritenute ragionevoli ed economicamente sostenibili: “L’afferimento al Punto di Primo Intervento (PPI) di Cairo Montenotte delle ambulanze con codici verdi e gialli a bassa complessità; l’attivazione di un turno notturno (dalle ore 20:00 alle ore 08:00) del mezzo INDIA (automedica con autista e infermiere specializzato in emergenza-urgenza), con sede a Cairo Montenotte; lo spostamento della gestione della guardia medica dall’attuale numero telefonico della medicina territoriale al 118; la razionalizzazione e il rafforzamento degli infermieri di comunità e dei fisioterapisti per il post-ricovero, attraverso un tavolo condiviso tra Comitato Sanitario Locale e sindaci, che conoscono approfonditamente la realtà di ogni paese della Val Bormida; l’aumento a quattro giorni settimanali dell’attività delle sale operatorie dell’ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte, con ampliamento delle specialità operatorie e aggiunta di una stanza con due posti letto per i pazienti in fase di recupero da leggere anestesie; e infine l’adeguamento del servizio di radiologia alla situazione pre-alluvione”.
“E con i nostri progetti: la donazione di materiale per la palestra fisiatrica e di un ecografo portatile per la dialisi, perché non siamo solo cittadini critici ma anche propositivi e costruttivi”, concludono dal Comitato.