Il Deputato della Lega Andrea Giaccone e i consiglieri regionali Fabio Carosso e Marco Protopapa hanno depositato, rispettivamente in Parlamento e nel Consiglio regionale del Piemonte, due interrogazioni sull’ipotesi della realizzazione di un termovalorizzatore nel sito dell’ex Acna di Cengio mettendo in evidenza le criticità di una localizzazione di un impianto di questo tipo in un sito di interesse nazionale oggetto di bonifica, in un’area "che ha sofferto ingenti danni ambientali e di salute pubblica nel passato".
“L’ipotesi di insediare un termovalorizzatore nell’area della Valle Bormida sulla quale per anni ha insistito l’attività dell’ex ACNA di Cengio desta preoccupazione fra i cittadini che popolano i comuni piemontesi prossimi allo stabilimento. Abbiamo presentato un’interrogazione al Consiglio regionale poiché riteniamo doveroso che il Piemonte avvii delle interlocuzioni con la Regione Liguria, l’ente che ha individuato il sito per la costruzione l’impianto. Nonostante negli anni si siano susseguiti monitoraggi e bonifiche, il territorio continua a scontare il carico ambientale del passato e a ciò si aggiunge la questione, per nulla secondaria, che attiene alla logistica. L’eventuale insediamento dell’impianto di smaltimento nella zona indicata, creerebbe disagi agli abitanti della Valle anche in termini di viabilità, dal momento che le infrastrutture provinciali e comunali non si prestano a sostenere l’afflusso continuo dei mezzi pesanti utilizzati per il trasportano di rifiuti e materiali residui. Bene dunque che la Giunta, per il tramite dell’Assessore Marnati, abbia messo nero su bianco l’intenzione di essere coinvolta nel processo decisionale, fin dalle fasi preliminari” dichiara Fabio Carosso, Consigliere regionale della Lega.
Sulla stessa linea il Consigliere Marco Protopapa, che afferma: “Sostengo convintamente il contenuto dell’interrogazione del Consigliere Fabio Carosso, poiché non bisogna abbassare la guardia sui temi ambientali che coinvolgono la Val Bormida e, soprattutto, è necessario sollecitare il Governo regionale piemontese affinché svolga le opportune valutazioni al fine di affiancare, rassicurare e tutelare i territori già coinvolti nella lunga e complessa vicenda legata all’ACNA di Cengio”.
Di seguito l'interrogazione presentata da Andrea Giaccone (Lega): "Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che: dai mezzi stampa si apprende di una forte opposizione da parte del territorio al progetto della regione Liguria per l'installazione di un termovalorizzatore nel Sin ex Acna di Cengio, noto per le scorie chimiche della ex fabbrica di esplosivi e coloranti che hanno inquinato la valle del Bormida; nelle assemblee pubbliche organizzate nei comuni interessati dal progetto, i sindaci annunciano battaglia con una petizione al Parlamento europeo e azioni legali contro quello che definiscono un sopruso inaccettabile per l'ecosistema già martoriato; oltre al comune ligure di Cengio si oppongono al progetto circa 40 comuni piemontesi, la provincia di Cuneo e l'unione montana Alta Langa, che intravvedono nell'ipotesi del termovalorizzatore un rischio ambientale aggiuntivo per un territorio tanto compromesso ancora dai veleni della ex fabbrica dell'Acna; infatti, il Sito di interesse nazionale sorge nell'alta Val Bormida, esattamente al confine tra Liguria e Piemonte e comprende il territorio di Cengio, in Liguria, e Saliceto in Piemonte; come è noto, per più di un secolo, le scorie chimiche dell'Acna hanno inquinato la Valle del Bormida con metalli nelle acque, come arsenico, ferro e manganese, e composti inquinanti sul territorio, con presenza di sostanze semivolatili (come il clorobenzene) e solubili (come i naftalensolfonici); solo alcune aree sono state messe in sicurezza o riqualificate mentre il risanamento dell'intero comprensorio è un processo complesso e ancora in corso; gli abitanti e le amministrazioni comunali interessate temono un inquinamento aggiuntivo sul territorio da fumi tossici, che verrebbero spinti dal vento marino sopra i centri abitati; se il Ministro, per quanto di competenza, intenda verificare la situazione ambientale del Sin di Cengio e Saliceto, per valutare l'incidenza negativa e le ripercussioni che possa avere l'installazione di un termovalorizzatore in tale comprensorio che ancora risulta compromesso dalle scorie chimiche della ex fabbrica dell'Acna le cui attività di bonifica sono ancora in corso".














