Politica - 11 giugno 2026, 17:30

Savona, "il 118 non si tocca", maggioranza e opposizione preparano un documento unitario contro la Centrale unica dell'emergenza

Dalla Commissione consiliare arriva una posizione condivisa: preoccupazione per la chiusura della centrale operativa savonese e per l’efficacia

Un documento comune, da approvare all’unanimità nel prossimo Consiglio comunale, contro la centrale unica del 118. È il risultato emerso dalla Terza Commissione consiliare permanente sul progetto della Centrale Unica del 118 a livello regionale.

Nel corso della discussione è emersa una forte preoccupazione condivisa rispetto alla centralizzazione del servizio 118, che porterebbe alla chiusura di quella del savonese.

Tutti i consiglieri, sia di maggioranza sia di opposizione, hanno evidenziato il rischio che il trasferimento della centrale operativa a Genova possa ridurre l’efficacia del sistema di emergenza sul territorio, con possibili ripercussioni sui tempi di intervento e sulla conoscenza delle specificità locali.

Particolarmente critico l’intervento di Fabio Orsi, PensieroLibero.zero che ha definito l’emergenza sanitaria "l’ultimo punto su cui operare", sostenendo che "i sistemi salvavita sono quelli che non devono essere toccati". Lo stesso consigliere ha inoltre sottolineato come "nessuno è venuto a spiegarcelo", chiedendo che l’amministrazione ponga il tema di un confronto diretto con chi ha assunto le decisioni.

Anche Roberto Besio (Patto per Savona) ha espresso contrarietà al progetto, sostenendo che la chiusura della centrale operativa comporterebbe la perdita del patrimonio di conoscenze maturato sul territorio: "Si mette da parte il know-how, tutta la conoscenza del territorio e delle sue specificità" e una "decisione da bloccare", secondo Luca Aschei di Andare Oltre.

Roberto Giusto (FdI) ha invece posto l’accento sull’efficacia del servizio, affermando che "è impensabile che una centrale a livello regionale possa essere veramente utile per accelerare gli interventi del 118 sul territorio", ricordando inoltre che "il 118 è nato a Savona".

Roberto Schirru (lista Schirru sindaco) ha evidenziato come "in passato forse abbiamo un po’ sottovalutato questo problema".

"Mi sento di dire che qui stiamo facendo politica – ha concluso il sindaco Marco Russo – nel senso nobile del termine, cioè concorrere tutti alla definizione di una posizione nell’interesse del nostro territorio. Di questa riforma si è detto sia stata fatta per ridurre costi e sprechi, ma non ci è mai stato dimostrato in quale misura questo possa avvenire. Di questo prendiamo atto, ma siamo ancora in attesa di capire se la razionalizzazione dell’organizzazione sanitaria possa davvero consentire risparmi da reinvestire nella cura delle persone.

Penso sia importante che il Consiglio maturi una propria posizione per poi portarla a Damonte Prioli. Propongo che il Consiglio comunale, con una rappresentanza di maggioranza e minoranza, si prenda il compito di redigere un documento unitario da portare al prossimo Consiglio, in modo che possa assumere forma ufficiale questa posizione comune".

Il dibattito si è poi allargato al tema più generale della riforma sanitaria ligure e del nuovo Piano Socio Sanitario Regionale, a partire dalla riduzione dei distretti, come illustrato dall’assessore Riccardo Viaggi.

"Una lettera firmata da 56 sindaci liguri chiedeva alla Regione di fermarsi un momento rispetto alla riforma – ha detto Viaggi – e al collegato. Attualmente i distretti liguri sono 19 e sarebbero stati portati a 7 attraverso accorpamenti. Nel savonese il passaggio avrebbe riguardato la riduzione da 4 distretti (e 4 ambiti) a 2, accorpando Savona e Val Bormida da una parte e Albenga e Finale dall’altra".

Dopo la “bocciatura” dei Comuni, l’assessorato regionale alla Sanità ha messo mano alla proposta di riorganizzazione, cancellando il taglio dei presìdi.

La storia del sistema di emergenza sanitaria savonese affonda le proprie radici negli anni Ottanta, molto prima dell'istituzione ufficiale del numero 118 a livello nazionale.

Un ruolo fondamentale fu svolto da Paola Pistone, allora direttore amministrativo dell'ospedale San Paolo di Savona. Nel 1984 Pistone ha l'intuizione di creare il primo centralino unico per la chiamata delle ambulanze in Liguria, attivando il numero collegato alla sala operativa dell'ospedale. Una scelta innovativa per l'epoca, che consentì di coordinare in modo centralizzato i mezzi delle pubbliche assistenze del territorio. 

Quell'esperienza prende il nome di "Savona Soccorso" e rappresenta il modello organizzativo sul quale, negli anni successivi, si sviluppa il sistema di emergenza-urgenza modernoe quando viene istituita la centrale operativa del 118, Savona dispone già di una struttura organizzativa avanzata e collaudata. 

Con l'istituzione del Servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale prevista dal DPR del 27 marzo 1992, il modello savonese trova il proprio riconoscimento istituzionale. A Savona la centrale operativa del 118 viene attivata nel luglio del 1995, anticipando di fatto il resto della Liguria, dove il sistema sarebbe stato esteso l'anno successivo. 

Tra i principali artefici della nascita e dello sviluppo del 118 savonese ci sono il dottor Salvatore Esposito e il dottor Francesco Bermano, che, insieme alla collaborazione dei Vigili del Fuoco e delle pubbliche assistenze, costruiscono un sistema innovativo di coordinamento dei soccorsi. 

Negli anni successivi il servizio cresce. Nel 1998 il 118 savonese diventa Struttura semplice e successivamente Struttura complessa, diretta per molti anni da Salvatore Esposito. Sotto la sua guida il sistema di emergenza della provincia di Savona si distingue per l'introduzione e il consolidamento del modello dell'automedica e per l'elevata qualità organizzativa, ottenendo nel 2011 una certificazione di qualità riconosciuta a livello nazionale.