Alassino - 13 giugno 2026, 15:23

A Laigueglia una lettura critica de “La capofamiglia”: lo psichiatra Giacinto Buscaglia analizza il romanzo di Mary Caridi

Durante la presentazione in Biblioteca, il libro è stato interpretato come racconto della famiglia, della memoria e delle trasformazioni dell’Italia del Novecento

Una partecipata e intensa presentazione quella dedicata a “La capofamiglia”, il romanzo di Mary Caridi, ospitata ieri presso la Biblioteca Civica “A. Pagliano” di Laigueglia.

A offrire una lettura approfondita dell’opera è stato lo psichiatra Giacinto Buscaglia, che ha aperto il proprio intervento con parole di particolare apprezzamento: «Questo romanzo è bellissimo. Difficile che io dica una cosa di questo genere quando presento un libro, ed è sempre una fortuna presentare un libro che ti piace».

Nel corso dell’incontro, Buscaglia ha proposto una riflessione che ha superato la semplice analisi della trama, evidenziando come “La capofamiglia” possa essere letto come il racconto di un’intera stagione della storia italiana. La famiglia narrata nel romanzo diventa infatti il luogo in cui si intrecciano guerra, dopoguerra, povertà, crescita economica, religione, politica e cambiamenti sociali.

Particolare attenzione è stata dedicata alla figura della nonna, autentico centro gravitazionale della vicenda, descritta come una matriarca forte e complessa, il cui potere nasce dalla necessità e dall’esperienza della scarsità. Una donna capace di proteggere e al tempo stesso di esercitare un controllo severo sulla famiglia, incarnando le contraddizioni di un’intera generazione.

L’analisi si è soffermata anche sulla protagonista Marilina e sul suo mutacismo infantile, interpretato non come semplice sintomo, ma come una forma di difesa e di resistenza interiore. Secondo Buscaglia, uno degli aspetti più significativi del romanzo è proprio la capacità di restituire il senso profondo di quel silenzio, senza ridurlo a una categoria clinica.

Nel suo intervento, lo psichiatra ha inoltre evidenziato la ricchezza letteraria dell’opera, sottolineando da un lato una scrittura concreta e sobria, capace di raccontare il dolore e le disuguaglianze attraverso i fatti e gli oggetti quotidiani, e dall’altro una dimensione corale popolata da personaggi forti e memorabili che trasformano la storia familiare in un piccolo universo narrativo.

La presentazione si è conclusa con un dialogo partecipato dal pubblico, confermando il crescente interesse che il romanzo della giornalista Mary Caridi “La capofamiglia”, sta suscitando tra lettori e gruppi culturali. Un interesse che sembra nascere dalla capacità del libro di raccontare una vicenda particolare e, allo stesso tempo, di evocare esperienze e sentimenti nei quali molte persone continuano a riconoscersi.

Comunicato Stampa