"Ancora una volta assistiamo a dichiarazioni, incontri istituzionali e promesse sul futuro infrastrutturale della nostra provincia. Ma il Savonese non ha bisogno di nuove passerelle mediatiche o di annunci periodicamente rilanciati in occasione delle campagne elettorali. Ha bisogno di opere realizzate, cantieri aperti e cronoprogrammi rispettati".
È il segretario della Cgil provinciale di Savona, Andrea Pasa, a intervenire sul tema delle infrastrutture e dello sviluppo del territorio, dopo le recenti dichiarazioni seguite all'incontro tra Regione Liguria e Ministero delle Infrastrutture, sottolineando come "lo stato di avanzamento delle principali opere strategiche della provincia è fermo o procede con ritardi accumulati nell'arco di anni, in alcuni casi addirittura di decenni". Una situazione che "non più accettabile per un territorio che continua a pagare il prezzo di una cronica insufficienza infrastrutturale che penalizza cittadini, lavoratrici, lavoratori e sistema produttivo".
Per il sindacato la politica regionale dovrebbe quindi anzitutto "smettere di inseguire progetti ad alto impatto sulla salute dei cittadini" - riferimento nemmeno troppo velato al termovalorizzatore - iniziando piuttosto "finalmente a discutere seriamente di ciò di cui la provincia di Savona ha davvero bisogno: lavoro, salute, ambiente e diritti. Diritti che troppo spesso sul nostro territorio non sono garantiti".
"La stragrande maggioranza dell'occupazione continua a essere povera, precaria e insicura; la sanità perde progressivamente attività e servizi fondamentali per i cittadini; l'ambiente viene continuamente sacrificato e minacciato da nuovi progetti ad alto impatto, senza che siano state ancora completate le bonifiche di aree gravemente inquinate da decenni di attività industriali che hanno lasciato ferite profonde nel territorio e nelle comunità, soprattutto in Val Bormida. Un esempio emblematico è quello dell'area dell'ex stabilimento Acna di Cengio" continua.
Per la Cgil provinciale è necessario affrontare con urgenza tutte le opere indispensabili per il futuro della provincia: il nuovo casello di Bossarino, il potenziamento ferroviario a servizio della piattaforma portuale di Vado, il raddoppio della linea Altare-Ceva nella tratta ferroviaria Savona – Torino , l'ammodernamento della linea ferroviaria Savona-Alessandria, il completamento dell'Aurelia Bis, il ripristino delle Funivie, la bretella Carcare-Predosa, la messa in sicurezza della Savona-Torino, e gli investimenti sulla digitalizzazione e al contrasto del dissesto idrogeologico.
"Parliamo di interventi che non sono semplicemente opere pubbliche. Sono infrastrutture decisive per garantire sviluppo industriale, competitività, occupazione, sostenibilità ambientale e qualità della vita. È paradossale che si continui a esaltare il ruolo strategico del porto e della piattaforma container di Vado senza aver completato quelle connessioni ferroviarie e stradali indispensabili per valorizzarne pienamente le potenzialità".
Secondo la Cgil Savona il problema non è soltanto quello delle risorse. "In molti casi i finanziamenti sono già stati individuati e stanziati, mentre per altre opere occorre completare rapidamente il percorso di finanziamento - rimarca Pasa - Il vero nodo continua a essere l'assenza di una chiara volontà politica e la mancanza di capacità nel trasformare gli impegni assunti in risultati concreti. Da troppo tempo assistiamo a continui rinvii, ritardi burocratici e cronoprogrammi sistematicamente disattesi".
Il segretario punta quindi il dito contro le responsabilità delle istituzioni competenti: "Regione Liguria e Ministero delle Infrastrutture devono spiegare ai cittadini perché opere considerate strategiche da tutti continuino a rimanere sulla carta. Troppo spesso i cronoprogrammi annunciati vengono puntualmente rinviati e ripresentati come nuove promesse in prossimità delle scadenze elettorali. Questo modo di operare alimenta sfiducia e produce danni economici e sociali al territorio".
La Cgil Savona sottolinea inoltre come lo sviluppo della provincia non possa essere ridotto esclusivamente al tema delle infrastrutture: "Il Savonese ha bisogno di lavoro stabile e di qualità, di una sanità pubblica efficiente, di bonifiche ambientali finalmente completate, di investimenti nell'innovazione e nella ricerca, di politiche per la casa e di una vera lotta alla precarietà e al caporalato. Le infrastrutture sono uno strumento fondamentale per raggiungere questi obiettivi, ma devono essere inserite in una visione complessiva di sviluppo sostenibile e socialmente giusto".
"Serve una politica che torni a programmare e a governare i processi di sviluppo, assumendosi le proprie responsabilità. I cittadini e il mondo del lavoro chiedono risposte concrete, non slogan. Dopo anni di ritardi il Savonese non può permettersi di perdere altre occasioni. Adesso servono fatti" chiosa la nota del sindacato provinciale.