Attualità - 17 giugno 2026, 16:00

Savona. Culp Pippo Rebagliati, Stefano Giusto confermato Console della Compagnia

Rinnovato il gruppo dirigente della compagnia portuale di Savona-Vado Ligure. Stabilizzati 17 lavoratori interinali, mentre restano le preoccupazioni per la riforma portuale e le vertenze legate all’amianto

Il risultato delle recenti elezioni interne conferma Stefano Giusto alla guida della Compagnia Portuale di Savona “Pippo Rebagliati”, insieme alla riconferma di Pier Francesco Bossi alla carica di Vice Presidente, Alessio Arecco R.S.P.P./Formazione e Ufficio Tecnico, Giuseppe Ferrando Direttore Operativo, risultato il più votato, e Alessandro Metrano responsabile mezzi meccanici e attrezzature.

Si tratta della conferma di un gruppo dirigente che ha ottenuto ottimi risultati sia sul piano organizzativo sia su quello prospettico, garantendo il posizionamento e la centralità della Compagnia Portuale, in quanto titolare dell’art. 17, nel porto di Savona-Vado Ligure.

Nel commentare il rinnovo della fiducia, il console della Compagnia Portuale “Pippo Rebagliati” Stefano Giusto dichiara: “Da sempre abbiamo messo al primo posto la qualità del nostro servizio adattandoci alle esigenze del lavoro. Per noi è essenziale la risposta operativa perché il nostro ruolo ci impone di fare fronte a richieste continue h24 e quindi di essere di supporto a tutti i terminalisti che operano nei due scali.

Un ringraziamento particolare però deve essere rivolto a tutti i lavoratori della Compagnia che, con il loro sacrificio e il loro impegno, fanno in modo che il nostro ruolo sia sempre riconosciuto in termini di efficienza e di professionalità. Il futuro, con le sue sfide, non ci spaventa: anzi, ci motiva a migliorarci”.

La collaborazione tra la Compagnia e i terminalisti si è ulteriormente rafforzata, confermando l’unione di intenti come condizione essenziale per trovare soluzioni a ogni esigenza operativa.

Non è un periodo semplice però per la Compagnia. La recente riforma, nella sua ultima stesura, preoccupa molto la Pippo Rebagliati, in quanto l’istituzione dei fondi previsti dall’art. 27-bis e il loro finanziamento attraverso una quota compresa tra il 15 e il 25 per cento delle entrate riscosse dalle Autorità di sistema portuali andrebbe inevitabilmente a impoverire il fondo 15-bis, vitale per l’equilibrio dell’art. 17, poiché utilizzato per la formazione, la ricollocazione dei lavoratori inabili e, non ultimo, per l’isopensione dei lavoratori più anziani. Si ricorda che vi sono ormai molti lavoratori over sessanta, sottoposti a turni massacranti in attività altamente usuranti.

“Nonostante queste difficoltà – dice Giusto – abbiamo comunque provveduto a stabilizzare 17 lavoratori interinali che a pieno titolo entrano a far parte dell’organico della Compagnia Portuale, un ricambio generazionale necessario per far fronte alle richieste operative del porto.

Non è possibile dimenticare quei lavoratori che hanno contribuito e che continuano a farlo, accettando queste difficoltà, allo sviluppo del porto di Savona-Vado Ligure. Ci risulta che i dati sulla movimentazione delle merci siano testimonianza di grande efficienza del sistema del quale siamo onorati di far parte”.

Tra le questioni che pesano sulla Compagnia Rebagliati vi è anche la situazione relativa alle continue vertenze. “Due negli ultimi due anni – spiega Giusto – che riguardano i decessi causati dall’esposizione all’amianto, che continuano a considerarci ingiustamente responsabili”.

Il mancato rifinanziamento del fondo dedicato al risarcimento delle vittime dell’amianto mette la Compagnia in seria difficoltà, che ha già dovuto provvedere al pagamento di due cause ormai giunte a conclusione e dovrà affrontare ulteriori difficoltà nel far quadrare i conti.

“Massimo rispetto per i lavoratori deceduti e per le loro famiglie, ma non ci riteniamo responsabili per questi eventi: siamo stati condannati per un'interpretazione totalmente errata. Dovremo convocare un’assemblea urgente dei nostri soci per intraprendere iniziative, perché riteniamo sia messa a rischio la tenuta dei conti e soprattutto la pace sociale”.