Attualità - 18 giugno 2026, 09:47

Forze dell’ordine in mobilitazione anche a Savona, Silp Cgil: "Contratto inadeguato e organici al collasso”

Nel savonese le carenze superano il 20%, con servizi a rischio: “Turni insostenibili e personale allo stremo, servono interventi immediati”

Oggi le donne e gli uomini in divisa incroceranno le braccia virtualmente per una giornata nazionale di mobilitazione e protesta che vedrà coinvolto anche il territorio di Savona.

L’iniziativa locale si inserisce all’interno della cornice di protesta nazionale e punta a sensibilizzare i cittadini e le istituzioni locali sulla grave crisi che sta colpendo i settori della sicurezza e della difesa, partendo da due nodi fondamentali e non più rimandabili: il rinnovo del contratto di lavoro e la tutela previdenziale. A livello nazionale le sigle Silp Cgil (Polizia di Stato), SIAM (Aeronautica Militare) e LRM (Esercito Italiano) denunciano un vero e proprio "contratto beffa per il triennio 2025-2027. A fronte di un’inflazione reale certificata superiore al 17%, gli aumenti salariali stanziati dall’Esecutivo sono inferiori al 5,78%: un gap strutturale del 10% netto che si traduce in una perdita media di circa 300,00 euro in busta paga ogni mese per ciascun lavoratore".

Sul fronte previdenziale, i sindacati contestano "il cronico ritardo nell’avvio della previdenza complementare e l’insufficienza delle risorse per la previdenza dedicata, che rischiano di condannare a una vecchiaia di stenti migliaia di donne e uomini in uniforme, schiacciati sul sistema contributivo puro. Accanto alle rivendicazioni economiche e previdenziali nazionali, la mobilitazione a livello locale intende accendere i riflettori sulla gravissima carenza degli organici che sta portando al collasso i servizi operativi nella nostra provincia". 

"Nella nostra realtà provinciale – aggiunge il segretario provinciale Silp Cgil, Pietro Ghigliazza – la situazione è diventata insostenibile. Registriamo una carenza organica complessiva di oltre il 20% del personale previsto. Solo quest’anno saranno oltre trenta i poliziotti che andranno in pensione per limiti d’età e l’anno prossimo saranno altrettanti. La nostra provincia non è stata interessata dalle ultime assegnazioni di agenti ed ora, alle porte della stagione estiva, che vedrà il consueto flusso turistico, gli organici sono al collasso". 

"Questo si traduce in turni di lavoro massacranti per i poliziotti in servizio, un ricorso sistematico allo straordinario ed una continua emergenza per coprire i molteplici servizi istituzionali, che con l’estate si decuplicano. Questa situazione mette a dura prova la gestione quotidiana di servizi essenziali come il controllo del territorio, i servizi di Polizia Giudiziaria ed investigativi, i servizi di Polizia Stradale oltre che i servizi burocratici legati alla polizia amministrativa come quelli relativi all’immigrazione, ai passaporti ed alle licenze di polizia. Esempio eclatante di questa condizione è il Commissariato di Alassio che continua a garantire la presenza sul territorio ed i servizi ai cittadini, ormai eroicamente, con un organico decimato negli anni e mai rimpiazzato dal Dipartimento della P.S.". 

"Nonostante tutto i servizi vengono garantiti grazie all’estremo senso del dovere degli operatori che, come spesso accade, durante la stessa giornata svolgono più compiti, magari la mattina in ufficio ed il pomeriggio o la sera in servizio di Ordine Pubblico, dovendo talvolta rinunciare alla giornata di riposo settimanale per poter svolgere i servizi del fine settimana a tutela della “movida”, tutto ciò senza recupero psicofisico", aggiunge. 

"La sicurezza e la difesa sono beni comuni e non può esistere una società sicura se chi la protegge viene privato dei propri diritti fondamentali e della propria dignità economica e professionale - conclude - Chiediamo da subito fatti concreti al nostro Dipartimento e la collaborazione delle istituzioni locali, affinché sostengano questa battaglia finalizzata al miglior servizio per la sicurezza dei cittadini". 

Redazione