Un’operazione dai costi elevati ma senza produrre benefici concreti, né per gli operatori balneari né per la collettività. E’ questo il tranchant commento della Confcommercio provinciale savonese circa la vicenda delle otto concessioni balneari di Spotorno rimaste “in sospeso” per la vicenda delle cosiddette suppletive.
Una vicenda chiusasi nelle scorse giornate, con l’apertura delle buste per il mini bando che le ha assegnate fino al prossimo 10 ottobre. E se laconico - ma decisamente esplicito nell’amarezza - è stato, attraverso la propria pagina Facebook, il saluto degli ex titolari dei Bagni Premuda, una delle due concessioni non assegnate perché non conformi alle prescrizioni tecniche del bando, che hanno comunicato lo stop all’attività «con profondo rammarico», ben più netta è la presa di posizione dell’associazione nel “day after”.
In particolare le tempistiche, con la stagione ormai abbondantemente partita, al centro della critica di questa gestione da parte dell’Amministrazione Fiorini: «Ciò che sta avvenendo sul litorale di Spotorno è la fotografia di una scelta amministrativa che produce danno senza alcun vantaggio - si legge nella nota diffusa nella tarda mattinata odierna - Otto stabilimenti storici sono stati costretti per ordinanza a liberare integralmente le aree demaniali entro il 12 giugno, smantellando strutture e attrezzature già pienamente operative a stagione avviata. Lo stesso Comune ha però contestualmente bandito le nuove concessioni, valide fino al 10 ottobre, cui hanno partecipato proprio gli operatori uscenti: otto domande per sette lotti. Con la riassegnazione prevista attorno al 20 giugno, gli stessi concessionari dovranno ricostruire da capo esattamente ciò che sono stati obbligati a demolire».
«Il provvedimento peraltro non è immediatamente esecutivo, ma necessità di integrazioni burocratiche e altre lungaggini. Solo a quel punto gli operatori potranno cominciare a rimontare tutto quel che già c’era e che poteva consentire un riavvio immediato dell’attività e dell’offerta turistica, in una provincia e in una località come Spotorno, che va ricordato, vive di mare e di turismo - stimano da Confcommercio - Ci vorranno giorni per ricostruire: a voler essere ottimisti i 6 gestori che possono rientrare potranno aprire a luglio. Parliamo di destagionalizzazione, poi registriamo scenari di questo tipo».
Per Confcommercio il risultato è stato così un unanime spreco di risorse: «Risorse pubbliche e private sono state bruciate per tornare al punto di partenza - continua l’associazione - Il bilancio è negativo per tutti: da un lato risorse pubbliche (personale, mezzi, sopralluoghi, gestione del procedimento), dall’altro ingenti costi privati di smontaggio, smaltimento e successivo rimontaggio, con doppio esborso e giornate di stagione perdute. Tutto per riportare la spiaggia al punto di partenza».
Anzi, per Confcommercio Savona «alla fine non è stato raggiunto alcuno scopo utile», ma si sarebbe invece ottenuto «un danno alla collettività» con ripercussioni dirette sull'offerta turistica della località. «Si è distrutto un assetto funzionante per ricostruirlo identico poche settimane dopo. Questo ha comportato un danno, perché a pagarne il prezzo è soprattutto la collettività: spiagge sottratte alla fruizione nel cuore della stagione, servizi di balneazione e sicurezza interrotti, lavoratori stagionali senza impiego e un’immagine turistica compromessa nel periodo di massima affluenza».
«Per noi si è trattata di una misura non opportuna e sproporzionata - conclude il presidente di Confcommercio Savona, Enrico Schiappapietra - Al di là dei profili formali, ciò che qui si contesta è l’opportunità della scelta. Imporre la demolizione totale delle strutture prima di conoscere l’esito dei bandi, dunque prima di sapere se quelle stesse aree sarebbero tornate ai medesimi operatori, si è rivelata una misura sproporzionata rispetto al fine, dagli effetti puramente distruttivi. Sarebbe stato sufficiente, e di buon senso amministrativo, attendere la conclusione delle procedure di assegnazione, evitando uno spreco di risorse pubbliche e private privo di qualsiasi utilità. Sino ad oggi ho rispettato in silenzio le procedure di gara, ma, a bando chiuso, non posso non registrare lo stato dell’arte».



















