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Politica | 19 giugno 2026, 18:15

Spiagge di Spotorno, la minoranza attacca: "Così si mette a rischio il modello turistico del paese"

Le opposizioni, all'indomani dell'apertura delle buste per le otto concessioni senza suppletive, puntano il dito contro l'operato dell'Amministrazione: nel mirino rigidità burocratica e visione del modello scelto

Spiagge di Spotorno, la minoranza attacca: "Così si mette a rischio il modello turistico del paese"

Per la minoranza spotornese la vicenda delle concessioni balneari e della riorganizzazione delle spiagge cittadine rischia di avere conseguenze profonde non soltanto sugli operatori del settore, ma sull'intero modello turistico che negli anni ha caratterizzato il paese.

Emerge netta, insieme a quella presa da Confcommercio, la posizione dei consiglieri di opposizione all'indomani dell'esito delle mini-gare per gli stabilimenti senza concessioni suppletive. Attraverso due note ufficiali e distinte, il gruppo "Noi per Spotorno che vorrei" e la consigliera del gruppo "Spotorno Obbiettivo 2026", Camilla Ciccarelli, pur con accenti differenti convergono nella critica all'operato dell'Amministrazione comunale.

Da una parte il dubbio è sull'ultima fase di gestione delle otto concessioni. Dall'altra, invece, la critica è concettuale al nuovo modello di gestione del litorale proposto dall'Amministrazione con la revisione del Pud, rimarcata ancora nel suo ultimo intervento dal sindaco. Due episodi (suppletive e Pud, ndr) anche scollegati tra loro, ma che marcano netto il divario tra la visione dell'attuale maggioranza e quella delle opposizioni in tema balneare.

Sulle difficoltà incontrate dagli operatori coinvolti nella complessa fase di transizione interviene la consigliera Ciccarelli, accusando l'Amministrazione di nascondersi dietro una rigida applicazione delle norme. «Mentre il sindaco e la sua maggioranza si trincerano dietro lo scudo della legalità, la realtà che scorre fuori dagli uffici è ben diversa», afferma la consigliera, facendo riferimento alle imprese balneari che attendono di poter riprendere l'attività. L'esponente di minoranza racconta di aver visto «camion già carichi e pronti a partire», simbolo, a suo dire, delle difficoltà vissute da famiglie e operatori dopo mesi di incertezza.

Nel mirino finiscono soprattutto le procedure amministrative richieste per le assegnazioni temporanee degli spazi. Secondo l'esponente di minoranza e responsabile provinciale di Azzurro Donna (formazione di Forza Italia, ndr), gli imprenditori si troverebbero ad affrontare «moduli su moduli e nuovi adempimenti burocratici», in un percorso definito «un calvario» per chi chiede semplicemente di poter lavorare e avviare la stagione.

In questo quadro i consiglieri Massimo Spiga e Stefano Remiddi contestano la convinzione che la riduzione delle concessioni balneari possa rappresentare automaticamente un elemento di progresso per la località. «Gli stabilimenti balneari non sono soltanto un'attività economica privata: costituiscono un elemento fondamentale dell'offerta turistica organizzata, garantiscono servizi, sicurezza, manutenzione, pulizia e accoglienza che contribuiscono in modo significativo alla qualità della destinazione».

La preoccupazione riguarda soprattutto il possibile indebolimento del turismo familiare e stanziale che, secondo il gruppo consiliare, ha contribuito negli anni alla crescita del paese. «L'obiettivo dovrebbe essere quello di valorizzare e migliorare tutte le componenti della costa, senza considerare gli stabilimenti balneari come un elemento da ridurre», sostengono gli esponenti dell'opposizione, convinti che accessibilità al mare e qualità dei servizi possano convivere senza sacrificare le concessioni esistenti.

Pur partendo da prospettive differenti, le due prese di posizione convergono comunque nella richiesta di una maggiore attenzione verso il tessuto economico locale e verso gli operatori che, sempre secondo la minoranza, hanno contribuito negli anni alla costruzione dell'offerta turistica spotornese.

Mattia Pastorino

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