"La morte di Sofia Barberi ci lascia sgomenti e profondamente addolorati. Sofia era una ragazza giovanissima, responsabile, impegnata nel lavoro e vicina alle persone".
A esprimere il proprio cordoglio nei confronti della giovane scomparsa in un tragico incidente stradale a Ceriale è Domenico Mamone, presidente nazionale Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori (UNSIC).
La 22enne, avrebbe compiuto 23 anni il prossimo 26 giugno, lavorava infatti nel Caf di Ceriale insieme alla mamma, Barbara De Stefano, assessore ai servizi sociali del Comune cerialese.
"Attraverso la nostra rete di servizi sul territorio dava il proprio contributo a cittadini, famiglie e utenti che avevano bisogno di assistenza e ascolto. A nome mio personale e dell’UNSIC nazionale esprimo il più sincero cordoglio alla sua famiglia, al papà, alla mamma, ai suoi cari, ai colleghi e all’intera comunità di Ceriale - continua Mamone - Il nostro pensiero va anche all’altra giovane rimasta gravemente ferita".
"La magistratura accerterà dinamica e responsabilità. Ma una cosa va detta con chiarezza: davanti a un incidente, davanti a una vita spezzata e ai soccorritori impegnati, il primo dovere non è filmare, non è ridere, non è pubblicare sui social. Il primo dovere è chiedere aiuto, rispettare il dolore, comportarsi da esseri umani - continua il presidente nazionale UNSIC - Questa tragedia deve interrogare tutti: famiglie, scuola, istituzioni, associazioni, imprese e comunità educanti. La sicurezza stradale non è solo una questione di regole. È cultura, responsabilità, rispetto della vita, educazione all’uso dei social e consapevolezza dei propri comportamenti. Sofia non può essere ricordata solo come una vittima della cronaca. Deve diventare un richiamo alla responsabilità di tutti. Davanti al dolore non si riprende. Si soccorre. Si rispetta. Si tace".