Leggi tutte le notizie di IL SALVADENTE ›

Cronaca | 23 giugno 2026, 10:48

Moria di pesci nel Bormida a Ferrania, Rete Liguria – Bene Comune: "Servono verifiche e trasparenza immediata"

L’associazione chiede chiarimenti e la pubblicazione dei dati: "Non si può archiviare tutto come effetto del caldo"

Facebook

Facebook

La segnalazione della moria di pesci nel fiume Bormida, nella zona di Ferrania, riaccende l’attenzione sulle condizioni dell’ecosistema fluviale della Val Bormida e sul sistema di controlli ambientali. A rilanciare il caso è Rete Liguria – Bene Comune, che attraverso una nota chiede chiarezza sulle cause dell’episodio e un rapido accesso pubblico ai risultati delle verifiche in corso.

Secondo il movimento, le condizioni di caldo intenso e lo stress idrico tipici del periodo estivo possono certamente incidere sulla fragilità degli ecosistemi fluviali, ma non sarebbero sufficienti a spiegare da sole quanto accaduto. "Non possono diventare un alibi per eludere il nodo delle responsabilità ambientali e amministrative", afferma il fondatore e portavoce Alessandro Dighero, che sollecita un approfondimento sulle eventuali criticità pregresse e sulla tempestività degli interventi.

Dighero chiede inoltre che gli esiti delle verifiche vengano resi pubblici "nel più breve tempo possibile" e che tutti i dati utili a ricostruire l’origine dell’episodio siano messi a disposizione della cittadinanza. Un passaggio che, secondo Rete Liguria – Bene Comune, sarebbe fondamentale per garantire trasparenza e ridurre il rischio di sfiducia nei confronti delle istituzioni.

Nella nota viene richiamata anche "la necessità di un coordinamento più efficace tra autorità ambientali e sanitarie, evitando – si sottolinea – comunicazioni generiche o rassicurazioni premature". Un approccio che, secondo il movimento, "rischierebbe di non rispondere adeguatamente alle preoccupazioni del territorio".

Da qui l’appello finale a non considerare la Val Bormida un’area marginale, da attenzionare solo in caso di emergenze. "La tutela del fiume e dell’ambiente deve diventare una priorità stabile, con investimenti strutturali in prevenzione, monitoraggio e salvaguardia del territorio. Servono scelte chiare, non interventi tardivi e frammentari", conclude Dighero.

Graziano De Valle

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium