"Questo ragazzo che, di fronte a un omicidio stradale, faceva una storia e rideva come se fosse un episodio normale. E l'ha postato. C'è qualcosa di angosciante lì dentro, di molto angosciante".
Il caso del giovane che ha postato il video dell'incidente in cui è morta Sofia Barbieri, ridendo e pronunciando frasi inaccettabili, ha colpito anche Paolo Ruffini, comico, attore e interprete di spettacoli teatrali come Din Don Down, lo spettacolo comico e d'improvvisazione che affronta con ironia e leggerezza il tema di Dio, del sacro e della normalità e che porta sul palco anche attori con disabilità della compagnia Mayor Von Frinzius.
Paolo Ruffini, durante un'intervista, è intervenuto sul caso del giovane che ha pubblicato il video dell'incidente in cui è morta Sofia Barbieri, ridendo e pronunciando frasi inaccettabili, episodio al quale sono seguiti altri video altrettanto condannabili.
"Pensate solo che io sono del 1978 – prosegue Ruffini – e quando sognavo di andare in televisione avevo una sola strada: quella di poter fare il comico, di poter fare l'attore brillante o drammatico".
Poi Paolo Ruffini spiega che oggi chi vuole andare in prima serata ha anche altre strade. "Forse era meglio quando un ragazzo di provincia come me sognava di andare in televisione e, per diventare famoso, bastava fare il buffone e far ridere la gente".