"L’inchiesta della magistratura sul cantiere dei cassoni della nuova diga di Genova, con otto arresti per caporalato e il controllo giudiziario di due società, fotografa una situazione gravissima. È inaccettabile che un’opera pubblica di questa importanza finisca al centro di vicende di sfruttamento del lavoro di questa portata. È sempre più evidente che la gestione della nuova diga è fuori controllo". Cosi commenta il consigliere regionale Pd Simone D'Angelo commentando quanto emerso dal controllo sulla diga.
"I costi sono già esplosi e, di questo passo, è difficile immaginare che l’opera non arrivi a sfiorare o addirittura superare i 2 miliardi di euro, scaricando sui cittadini il prezzo di una gestione che continua a sollevare interrogativi. Non solo. Il presidente-commissario Bucci ha ammesso che si sta procedendo per tentativi e che non è stato possibile ottenere risultati dai campi prova a 50 metri, rinviando la certezza sulla stabilità dell’opera al momento del collaudo".
"Oggi, oltre alle incertezze tecniche, emerge anche un quadro drammatico sul fronte della legalità e delle condizioni di lavoro. Al posto di trincerarsi dietro la consueta arroganza, Bucci venga immediatamente a riferire in Commissione. Deve spiegare cosa sta accadendo, quali controlli siano stati effettuati, come sia stato possibile arrivare a una situazione così grave e quali iniziative intenda assumere per garantire legalità, sicurezza e trasparenza".
"Un’opera strategica non può essere ricordata per costi fuori controllo, incertezze progettuali e inchieste per caporalato. La Liguria merita risposte immediate. Se Bucci non è più in grado di garantire il controllo dell’opera e la trasparenza della sua gestione, abbia il coraggio di prenderne atto e si faccia da parte", conclude.