Politica - 29 giugno 2026, 10:30

M5S: "Sull’inceneritore non si può stare con un piede in due scarpe"

"Se è la scelta sbagliata, va fermata", spiegano i grillini

“Sull’inceneritore serve chiarezza. La Liguria non ha i numeri, l'orografia e le condizioni per giustificare un impianto di questo tipo. Dunque, la conseguenza politica non può che essere una: fermare la procedura avviata dalla Regione. Questo semplicemente perché non esistono nella nostra regione siti che possano accogliere un inceneritore. E ciò vale sia per Scarpino, sia per la Val Bormida, sia per qualunque territorio che possa un domani essere individuato per un impianto che la stessa l’UE considera una non chiusura virtuosa del ciclo”.

Così il Movimento 5 Stelle della Liguria, che puntualizza: “Bene la definitiva esclusione di Scarpino: era una scelta sbagliata e oggi viene certificato ciò che abbiamo sempre sostenuto. Un sito non idoneo e un investimento totalmente antieconomico. Ma il problema non è risolto. Il ciclo dei rifiuti non può essere trattato come una partita solo comunale: è una questione regionale, industriale e ambientale. Comprendiamo le difficoltà di AMIU e le criticità accumulate negli ultimi anni, ma sarebbe inaccettabile trasformare questa vicenda nell’ennesimo scaricabarile territoriale. Non si comprende peraltro come AMIU possa risanare le difficoltà organizzative e gestionali di oggi partecipando a un'operazione i cui eventuali e dubbi risultati economici si vedrebbero solamente tra 6-7 anni. Riteniamo che non si possa pensare di risolvere tutto spostando i rifiuti altrove o bruciando tonnellate di materiale, magari importato da regioni limitrofe, mentre restano ai margini le pratiche virtuose: prevenzione, riduzione, riuso, raccolta differenziata di qualità e riciclo”.

“Il tema – continua il gruppo pentastellato - non è stabilire chi, sia esso soggetto pubblico o privato, parteciperà a un eventuale bando. Il vero tema è impedire che il termovalorizzatore diventi la scelta strategica della Liguria. Spostare il dibattito su chi concorrerà rischia di far passare in secondo piano la questione fondamentale: quel modello impiantistico è sbagliato e va contrastato prima che diventi irreversibile”.

Il M5S Liguria poi ricorda come le forze progressiste regionali abbiano da tempo indicato un percorso diverso attraverso la proposta di legge regionale sull'economia circolare, “che punta a rafforzare il recupero di materia, la simbiosi industriale e l'innovazione delle filiere produttive. È quella la direzione che la Liguria dovrebbe seguire, non quella di un impianto destinato a bruciare rifiuti. Su una scelta che inciderà per decenni sull'ambiente, sulla salute, sulle tariffe e sull'organizzazione del servizio pubblico non possono esserci ambiguità: se il termovalorizzatore è la scelta sbagliata, va fermato”.

“Ribadiamo quindi la nostra contrarietà a una scelta che rischia di vincolare la Liguria per decenni a un modello basato sulla combustione dei rifiuti, anziché sulla loro riduzione. La vera chiusura del ciclo si costruisce investendo nella prevenzione della produzione dei rifiuti, nel riuso, nel riciclo di qualità, nel recupero di materia e in un'impiantistica coerente con i principi dell'economia circolare”.

Redazione