Attualità - 30 giugno 2026, 10:00

Chiusura "Don Curioni" di Zinola, gli striscioni di protesta durante la festa di San Pietro: "Volevamo continuare a giocare nel nostro asilo" (FOTO)

Un'abitante zinolese: "La messa è stata celebrata nel giardino della scuola, chiusa definitivamente soltanto pochi giorni prima. Una scelta che molti cittadini hanno vissuto come profondamente inopportuna e dolorosa"

"Senza scuola non c'è comunità". "La scuola non si chiude, si difende". "Una scuola chiusa riguarda tutti". "Ogni bimbo merita un luogo dove fiorire"

Queste sono solo alcune delle frasi impresse negli striscioni posizionati sui balconi, sulle attività e nei cancelli della scuola dell'infanzia "Don Curioni" di via Brilla a Zinola che ha chiuso i battenti lo scorso 26 giugno tra le proteste dei genitori. 

La decisione è stata presa per difficoltà economiche e dopo qualche giorno dalla "festa" per l'ultimo giorno nella serata di ieri è partita la protesta simbolica. Che ha visto coinvolti anche i bimbi con uno striscione significativo: "Volevamo continuare a giocare nel nostro asilo".

In redazione ci è giunta una lettera da parte di una cittadina di Zinola che ha scritto a nome e per conto di tutte le famiglie, insegnanti  della scuola dell’infanzia Don Curioni e  di tutti gli abitanti della località savonese.

"Come ogni anno, il 29 giugno il quartiere di Zinola celebra il suo patrono, San Pietro, con la tradizionale processione della statua dal mare e la successiva Santa Messa. Una ricorrenza profondamente sentita, che rappresenta un momento di appartenenza e di condivisione per tutta la comunità. Quest’anno, però, quella festa ha assunto un significato ben diverso. La Santa Messa è stata celebrata nel giardino della scuola dell’infanzia Don Curioni, chiusa definitivamente dalla Curia soltanto pochi giorni prima - spiega -  Una scelta che molti cittadini hanno vissuto come profondamente inopportuna e dolorosa. In quel luogo, infatti, non si respirava il clima della festa, ma quello di una ferita ancora aperta. Una scuola che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento educativo e umano per il quartiere è stata chiusa improvvisamente, lasciando famiglie, bambini e personale senza un vero percorso di confronto e con spiegazioni ricondotte esclusivamente a motivazioni economiche e di bilancio".

"Di fronte a tutto questo, il quartiere non è rimasto in silenzio. Durante la processione nel quartiere sui balconi sono comparsi striscioni di protesta e anche i bambini, ormai ex alunni della scuola, hanno voluto esprimere il loro dispiacere appendendo un messaggio alla recinzione della scuola. Gesti semplici, ma eloquenti, che raccontano il profondo senso di smarrimento e di delusione vissuto dalla comunità. Proprio per questo, molti si aspettavano che durante la celebrazione fosse rivolta almeno una parola a quella scuola, alla sua storia e al dolore delle famiglie coinvolte. Invece, non è arrivato alcun cenno, nessun messaggio di vicinanza, nessun riconoscimento della sofferenza che la chiusura ha provocato - continua - Il quartiere di Zinola continua a chiedere risposte. Chiede trasparenza sulle ragioni che hanno portato a una decisione così drastica, chiede rispetto per le famiglie che si sono ritrovate improvvisamente prive di un importante presidio educativo e chiede che venga riconosciuto il valore sociale che quella scuola ha rappresentato per generazioni di bambini. Una festa patronale dovrebbe essere un momento di unione e di speranza. Quest’anno, invece, ha finito per mettere ancora più in evidenza la distanza tra le istituzioni ecclesiastiche e una comunità che oggi si sente profondamente ferita, non ascoltata e lasciata sola".