Politica - 01 luglio 2026, 15:05

L'assessore Vannucci: "Ma Ciangherotti a nome di chi parla? Con Porro attaccano Albenga per fatti avvenuti altrove: così screditano la nostra città"

"L'episodio è di Alassio, sbagliano interlocutore". Mauro Vannucci rivendica ordinanze, videosorveglianza e la richiesta di un tavolo in Prefettura

Interviene l'assessore alla Polizia locale Mauro Vannucci sulla polemica nata dai comunicati di Eraldo Ciangherotti e Cristina Porro, che avevano collegato ad Albenga un episodio in realtà verificatosi in una discoteca di Alassio. L'assessore respinge le accuse rivolte all'Amministrazione comunale ingauna e rivendica gli interventi messi in campo sul fronte della sicurezza.

"Abbiamo letto su alcune testate giornalistiche locali i comunicati diffusi da Eraldo Ciangherotti e da Cristina Porro. Entrambi hanno attribuito un episodio avvenuto in una discoteca alassina ad Albenga. Perlomeno, però, la Porro, oggi esponente di Futuro Nazionale, ha rivolto le proprie osservazioni e richieste a chi detiene le principali competenze in materia di ordine e sicurezza pubblica: il Governo Meloni", esordisce Vannucci.

Il nodo, per l'assessore, riguarda soprattutto la posizione di Ciangherotti: "Per quanto riguarda il comunicato stampa di Ciangherotti, invece, la prima domanda che ci poniamo è semplice: a nome di chi parla? A oggi, infatti, e ormai da diverso tempo, non ricopre alcun incarico politico o istituzionale e interviene, di fatto, come un privato cittadino, seppur in possesso di una tessera di partito. Proprio per questo sorprende che alle sue dichiarazioni venga attribuito un rilievo tale da farle apparire come la posizione di un soggetto istituzionale, quando istituzionale non è".

L'assessore sottolinea inoltre l'errore nell'individuare il destinatario delle critiche: "Inoltre, attaccando l'Amministrazione comunale di Albenga, Ciangherotti individua l'interlocutore sbagliato. L'episodio al quale fa riferimento, come detto, si è verificato all'interno di un locale notturno di Alassio. Se ritiene che vi siano responsabilità amministrative o che debbano essere adottati ulteriori provvedimenti in relazione a quei fatti, dovrebbe rivolgersi all'Amministrazione competente guidata da un sindaco che, peraltro, appartiene al suo stesso partito politico".

Vannucci richiama poi le parole del sindaco: "Ciò detto, desidero ribadire quanto già espresso dal sindaco di Albenga, Riccardo Tomatis, nel messaggio di vicinanza rivolto ai ragazzi di Albenga coinvolti nei due recenti episodi avvenuti ad Alassio: si tratta di fatti gravi, a prescindere dal Comune in cui si sono verificati, che meritano la massima attenzione e una risposta ferma da parte di tutte le istituzioni competenti".

Non manca una critica diretta al modo di intervenire del politico di recente tagliato fuori dal direttivo di Forza Italia: "Spiace, ma non sorprende, ad ogni modo l'atteggiamento di Ciangherotti, che ancora una volta sceglie di attaccare l'Amministrazione comunale di Albenga (anche per episodi avvenuti altrove) e quindi di screditare la nostra città".

L'assessore elenca quindi le misure adottate: "Siamo perfettamente consapevoli della complessità della realtà ingauna e non abbiamo mai negato né sottovalutato gli episodi che si sono verificati sul nostro territorio. Al contrario, abbiamo agito con gli strumenti che competono a un'Amministrazione comunale. Il Sindaco Riccardo Tomatis ha emanato un'ordinanza per la chiusura anticipata delle attività commerciali nell'area di Pontelungo; un'altra che dispone il divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche su tutto il territorio comunale nella fascia oraria compresa tra le ore 21.00 e le ore 6.00 del giorno successivo; abbiamo richiesto con urgenza la convocazione di un tavolo in Prefettura per un confronto con le Forze dell'Ordine e per chiedere un presidio ancora più incisivo del territorio; abbiamo investito nell'implementazione del sistema di videosorveglianza; promosso e sostenuto i Comitati di Controllo di Vicinato, favorendone anche la costituzione nel quartiere di Vadino; potenziato i servizi della Polizia Locale, che opera quotidianamente in stretta collaborazione con le Forze dell'Ordine; organizzato incontri con commercianti, residenti e rappresentanti dei quartieri, mettendo in campo ulteriori iniziative volte a migliorare la sicurezza urbana".

Sull'origine del fenomeno, Vannucci allarga lo sguardo oltre i confini comunali: "Tornando ai fatti richiamati, è noto come il locale in cui si è verificato l'episodio richiami, soprattutto nei fine settimana, numerosi avventori provenienti anche dal Basso Piemonte e dalle aree metropolitane piemontesi e lombarde che si recano in riviera per sfogare anche eccessi difficili da gestire. Una situazione che inevitabilmente produce ricadute anche sul territorio ingauno, poiché molti di loro, al termine della serata, raggiungono la stazione ferroviaria di Albenga per fare rientro nelle rispettive località. Proprio per questo il fenomeno richiede un approccio coordinato tra le istituzioni competenti, affinché possa essere affrontato in maniera efficace e nell'interesse di tutti i territori coinvolti".

La chiusura è un richiamo alla responsabilità: "Continueremo a lavorare con serietà e senza utilizzare il tema della sicurezza per finalità di propaganda politica. La sicurezza richiede responsabilità, collaborazione tra tutte le istituzioni e rispetto della verità dei fatti, non la ricerca di visibilità a scapito dell'immagine della nostra città".

Redazione