Politica - 02 luglio 2026, 13:54

Termovalorizzatore, Pd e Avs contro Bucci: "In Liguria non serve, la Regione smetta di scaricare sui Comuni"

Opposizione compatta contro il progetto dell’inceneritore. Natale e Arboscello attaccano la pianificazione regionale: "Mancano impianti e studi sui costi". Avs rincara: "Scelta anacronistica e dannosa, si punti sull’economia circolare"

Si compatta il fronte del centrosinistra contro l'ipotesi di realizzare un termovalorizzatore in Liguria. Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra criticano duramente la gestione della Regione sul ciclo dei rifiuti, accusando il presidente Marco Bucci di scaricare le proprie responsabilità sui Comuni e di non aver portato avanti la realizzazione degli impianti previsti dal piano regionale.

Per il segretario regionale del Pd Davide Natale e il consigliere regionale Roberto Arboscello, il nodo non è dove costruire il termovalorizzatore, ma se sia realmente necessario.

"La nostra posizione, che sosteniamo da mesi, è sempre la stessa: il termovalorizzatore in Liguria non serve. Non lo diciamo noi ma i numeri della pianificazione voluta dalla destra. Con quei numeri (260.000 tonnellate di indifferenziato prima del trattamento negli impianti TMB) la realizzazione dell’impianto e lo smaltimento del rifiuto avrebbero costi non sostenibili. La questione quindi non è decidere se l’impianto debba essere realizzato a Savona, a Genova o chissà dove: il tema è che non è necessario", dichiarano.

Pd punta il dito anche contro la gestione del piano regionale dei rifiuti: "Bucci la smetta di scaricare sui Comuni e sui sindaci responsabilità che spettano esclusivamente a chi governa la Regione e abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità. Il piano regionale di raccolta dei rifiuti è fallito: dove sono i Tmb e i biodigestori previsti in ogni provincia? Non ci sono. E sull’utilità del termovalorizzatore nella nostra regione? Ad oggi non esiste nessuno studio che ne compari costi e benefici. Bucci e la destra che lo sostiene, invece di perdere tempo in inutili scaricabarili, apra un dialogo con le regioni limitrofe per verificare concretamente la possibilità di aprire il confronto e capire quali sinergie si possono mettere in campo. Una possibilità che sosteniamo da tempo e che è arrivato il momento di percorrere e vagliare in modo concreto. Tutto ciò si rende maggiormente necessario visto che tutti i sindaci della Val Bormida si sono espressi negativamente e anche Genova, già ai tempi di Picciocchi, si era espressa in eguale modo. E Bucci che diceva che avrebbe espropriato le aree se non avesse avuto pareri favorevoli, cosa sta combinando?"

Sulla stessa linea anche Alleanza Verdi e Sinistra, che accusa il governatore di voler trasferire sui territori le conseguenze di una gestione inefficace del ciclo dei rifiuti.

"Di fronte all’incapacità di gestire il problema, che ha contribuito a creare quando era sindaco di Genova, il presidente Bucci scarica il peso di questo tema sui Comuni, cercando di metterli l’uno contro l’altro. L’unico responsabile di questa crisi è proprio Bucci, che prima ha ridotto Genova a un tasso ridicolo di raccolta differenziata e che adesso sta cercando di imporre una soluzione sbagliata come l’inceneritore: una scelta anacronistica, inquinante, lenta da realizzare e che porterà benefici solo ai privati, ai quali è stata affidata la scelta del sito dove costruirlo", dichiarano la capogruppo regionale Selena Candia e la capogruppo comunale Francesca Ghio.

Nel comunicato, i rappresentanti di Avs ricordano inoltre le criticità riscontrate durante il mandato di Bucci da sindaco di Genova.

"Durante il suo mandato da sindaco, Bucci ha posato la prima pietra di un impianto di TMB, senza peraltro riuscire a realizzarlo e obbligando la città ad utilizzare impianti fuori regione, con un aggravio di costi. Bucci ha lasciato in eredità ai Genovesi una delle TARI più care d’Italia, una percentuale di raccolta differenziata così bassa da incorrere in una costosa procedura d’infrazione", affermano i co-portavoce regionali di Europa Verde Simona Simonetti e Simon Moeller, insieme alla segretaria regionale di Sinistra Italiana Carla Nattero, aggiungendo: "È una visione troppo ristretta dare per scontata la costruzione del termovalorizzatore, e limitarsi a rifiutare la localizzazione dell'impianto nel proprio territorio. Bisogna discutere sulle scelte di fondo, che devono andare nella direzione di un’economia circolare, con un elevato tasso di raccolta differenziata".

Candia e Ghio sottolineano poi il mancato completamento degli impianti intermedi previsti dalla pianificazione regionale: "La Regione è l’ente preposto alla pianificazione dei rifiuti, ma ha incassato solo 'no' dai comuni ipotizzati per ospitare l’inceneritore. Per questo motivo, Bucci ha lasciato alle aziende la scelta del sito dove costruire l’impianto, rinunciando al suo ruolo pubblico. Adesso che si è trovato contro il muro contrario delle amministrazioni locali, il presidente scarica tutta la sua incapacità addosso al Comune di Genova, invece che ammettere i propri errori e fare marcia indietro su un progetto sbagliato e dannoso. La Regione non è neppure riuscita a realizzare gli impianti intermedi, su cui siamo tutti d’accordo, che avrebbero aiutato ad aumentare la differenziata e a ridurre notevolmente i nostri rifiuti, come i biodigestori e gli impianti di TMB, il trattamento meccanico-biologico. In questo quadro di cattiva gestione si inserisce il costo inutile per l’ARLIR, l’agenzia regionale per i rifiuti, che dovrebbe affrontare il tema della sua interezza, invece sembra aggravare il problema".

Infine, Simonetti, Moeller e Nattero ribadiscono la contrarietà all'affidamento della scelta del sito ai soggetti privati: "La decisione del governatore Bucci di realizzare un inceneritore, demandando alle aziende la scelta del luogo e attribuendo alla città di Genova la responsabilità della scelta, è la prova del suo fallimento come presidente di Regione e come sindaco della città di Genova. Affidare questa scelta alle aziende è sbagliato, perché i privati decidono in base alla massimizzazione del profitto, senza alcuna attenzione per l’interesse collettivo".

Redazione