Sono due giovani poco più che ventenni, residenti in provincia di Napoli, i primi indagati individuati nell'ambito dell'inchiesta su una truffa ai danni di un'anziana commessa nel Savonese con il collaudato metodo del "falso appartenente alle forze dell'ordine". Nei loro confronti la Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Savona ha eseguito due misure cautelari personali emesse dall'Autorità giudiziaria.
L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Savona, ha permesso di ricostruire i movimenti dei presunti responsabili grazie a un'approfondita attività investigativa svolta dalla Polizia Stradale. Determinante è stata l'analisi dei sistemi di controllo della circolazione, che ha consentito agli investigatori di individuare i veicoli utilizzati durante la truffa, seguirne gli spostamenti lungo la rete stradale nazionale e risalire infine all'identità delle persone coinvolte.
Gli accertamenti hanno portato fino alla provincia di Napoli, dove sono stati individuati i due giovani, ritenuti inseriti in un gruppo dedito a questo genere di reati. Di fronte agli elementi raccolti dagli investigatori, entrambi avrebbero ammesso le proprie responsabilità.
L'inchiesta, tuttavia, non si ferma qui. Gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire l'intera organizzazione criminale e individuare eventuali complici, con l'obiettivo di fare piena luce sulla rete che opera dietro questo tipo di truffe, sempre più frequenti ai danni delle persone anziane.
Le forze dell'ordine rinnovano l'invito alla massima prudenza. Polizia di Stato, Carabinieri e gli altri corpi di polizia non chiedono mai denaro, gioielli o altri beni da consegnare a presunti incaricati. In presenza di telefonate o richieste sospette è fondamentale interrompere immediatamente la conversazione e contattare il Numero Unico di Emergenza 112.