Mentre resta aperto il confronto sul futuro del demanio marittimo, tema che nelle ultime settimane ha già alimentato un acceso dibattito tra operatori del settore e Amministrazione comunale, il clima di tensione tra le due categorie a Spotorno si è arricchito ieri sera (7 luglio, ndr) di una nuova puntata.
Non vi era infatti alcun esponente dell'Associazione Bagni Marini alla cerimonia di consegna della Bandiera Blu 2026, svoltasi in piazza della Vittoria, con quella che viene definita, in una nota diramata dal direttivo, una scelta «ponderata e sofferta ma resa necessaria dalla volontà di accendere un riflettore su gravi criticità» che, secondo l'associazione, pesano sul settore a causa dell'ente comunale.
Secondo l'associazione, l'assenza rappresenta una forma di protesta nei confronti della gestione del demanio marittimo da parte del Comune, in particolare per "evidenziare una situazione di forte disparità e di oggettiva carenza gestionale nelle spiagge e aree demaniali non assegnate o prive di una conduzione attiva". Qualità, sicurezza e decoro richiesti anche dal prestigioso riconoscimento della Foundation for Environmental Education (FEE) che però, per i concessionari, sarebbero invece carenti in molti casi.
I concessionari ricordano come gli stabilimenti balneari contribuiscano in maniera significativa all'ottenimento e al mantenimento della Bandiera Blu, incidendo, secondo le loro stime, per una quota compresa tra il 30 e il 35% della valutazione complessiva. Proprio per questo, sostengono, gli investimenti sostenuti ogni anno dai privati per garantire servizi, pulizia, sicurezza e accessibilità sarebbero in netto contrasto con la situazione riscontrabile nelle aree demaniali gestite direttamente dall'amministrazione.
Nel dettaglio, l'associazione denuncia anzitutto la mancanza di un adeguato sistema di vigilanza e controllo delle spiagge libere, evidenziando come si riscontri "una totale mancanza di controllo sul rispetto delle regole elementari, come il divieto di bivacco e il monitoraggio notturno dell'arenile", con le due guardie private assunte dal Comune "del tutto insufficienti a coprire il fabbisogno, oltre a essere attive esclusivamente nei fine settimana, lasciando le spiagge libere senza alcuna tutela durante i giorni feriali".
Un altro punto ritenuto grave è quello della sicurezza dei bagnanti, con quella che viene definita "una totale assenza del servizio di salvataggio e di presidio dei bagnini» e la mancanza di «un fondamentale punto di primo soccorso, elemento cardine per la tutela della salute dei bagnanti". Una carenza che, secondo i balneari, non riguarda soltanto il comfort dell'utenza ma anche la capacità di intervenire tempestivamente in caso di emergenza.
Tra le criticità evidenziate figurano poi i servizi di base. L'Associazione Bagni Marini denuncia la "mancanza totale di servizi igienici di base e di docce pubbliche funzionanti nelle aree non assegnate, requisiti minimi per la dignità e il comfort dell'offerta turistica". Non meno rilevante, per i concessionari, il tema dell'igiene, con la nota che parla infatti di "assenza di una pulizia quotidiana, sistematica e accurata della spiaggia".
A ciò si aggiunge il capitolo dell'accessibilità, con la denuncia della "mancanza di servizi, camminamenti e accessi dedicati alle persone con disabilità" e una carenza informativa, mancando "cartellonistica, regole fondamentali di comportamento e informazioni ambientali all'utenza, espressamente richieste dai rigidi criteri internazionali Bandiera Blu".
«Non possiamo renderci complici di una narrazione di facciata - afferma l'Associazione dei Bagni Marini - La Bandiera Blu è un traguardo che si conquista e si mantiene con il lavoro quotidiano, il rispetto di regole severe e la cura del territorio. Mentre i gestori privati investono ingenti risorse per garantire eccellenza, la gestione pubblica di queste specifiche aree lascia il litorale in uno stato di abbandono che danneggia l'immagine turistica e la sicurezza dell'intera comunità di Spotorno. La nostra assenza alla cerimonia è un atto di responsabilità e di ferma protesta contro l'attuale gestione amministrativa del nostro patrimonio marittimo».