Dura presa di posizione dei consiglieri comunali di A Sinistra per Savona, Marco Ravera e Luigi Lanza, contro il piano industriale e il nuovo sistema tariffario di TPL Linea, al centro del dibattito pubblico per i previsti aumenti degli abbonamenti.
"Il piano industriale di TPL Linea, che abbiamo più volte criticato in tempi non sospetti, sta mostrando in questi giorni uno dei suoi aspetti più duri - affermano - Gli aumenti tariffari, ora emersi con tutta la loro forza nel dibattito pubblico, delineano una manovra iniqua che scarica i costi di gestione sulle spalle di chi usa il mezzo pubblico per necessità quotidiana".
I due consiglieri contestano in particolare la scelta di intervenire sugli abbonamenti anziché sui titoli di viaggio occasionali. "Anziché modulare i rincari sulla componente dell'utenza occasionale - come imporrebbe una corretta logica di fidelizzazione del servizio - il nuovo impianto tariffario introduce significativi aumenti proprio sulle tariffe degli abbonamenti. A subire la penalizzazione maggiore sono i titoli generali ordinari e, fatto ancora più grave, le agevolazioni dedicate agli studenti".
Entrando nel merito delle cifre, Ravera e Lanza evidenziano l'impatto economico per famiglie e pendolari. "Parliamo di cifre pesanti e tangibili - dicono Ravera e Lanza - l'abbonamento per l'area cittadina, ad esempio, subirebbe un balzo verticale, passando da 290 euro a ben 360 euro annui. Si tratta di un rincaro di 70 euro a titolo di viaggio che, moltiplicato all'interno di un nucleo familiare con più figli studenti o lavoratori pendolari, si traduce in una vera e propria 'tassa sulla mobilità'".
Secondo gli esponenti di A Sinistra per Savona, la manovra risulta incoerente anche rispetto agli obiettivi di sostenibilità perseguiti dall'amministrazione comunale. "Questi aumenti sono del tutto ingiustificati sotto il profilo sociale e industriale, ma lo sono ancor di più sotto il profilo politico. Una simile operazione va in direzione diametralmente opposta rispetto all'obiettivo primario di disincentivare l'utilizzo del mezzo privato a favore di quello pubblico. Si crea così un cortocircuito con le stesse linee programmatiche del Comune di Savona, che sta puntando in questi anni sulla mobilità sostenibile. Come si può incentivare il cittadino a lasciare l'auto a casa se, contemporaneamente, TPL Linea aumenta il costo degli abbonamenti in modo indiscriminato?", si domandano.
I consiglieri avanzano quindi una proposta alternativa, fondata su criteri di equità sociale: "Riteniamo che le alternative esistano come avviene in moltissime realtà e vadano esplorate con urgenza. Se adeguamenti tariffari devono necessariamente essere previsti per far fronte ai costi vivi, questi non solo devono concentrarsi sull'utenza occasionale (ad esempio biglietti cartacei singoli per flussi turistici o eccezionali), ma devono essere ispirati al principio dell'equità sociale. In quest'ottica, avanziamo la proposta strutturale di legare il costo degli abbonamenti a determinate fasce di età e al reddito reale delle famiglie tramite l'ISEE. Diverse città applicano già con successo il cosiddetto 'Isee puntuale', un modello di tariffazione proporzionale che permette di calcolare tariffe personalizzate e progressive, salvaguardando il diritto costituzionale alla mobilità per le fasce medio-basse, per i giovani, gli studenti e per i lavoratori a basso reddito".
Infine, Ravera e Lanza chiamano in causa gli enti soci di TPL Linea, a partire dal Comune di Savona. "Siamo ben consci degli equilibri societari interni all'azienda, a partire dal fatto che sia l'Amministrazione Provinciale a detenere la quota di maggioranza all'interno di TPL Linea. Tuttavia, questo non esime gli altri enti soci dalle proprie responsabilità politiche e civiche. Invitiamo con forza tutti i Comuni del comprensorio, a partire dal Comune di Savona in quanto comune capoluogo e snodo centrale del servizio, a far sentire la propria voce, esercitando il proprio ruolo di indirizzo e controllo per bloccare una manovra iniqua e chiedere l'immediata revisione delle tariffe" chiosano i due membri della maggioranza.










