Attualità - 13 luglio 2026, 13:30

Spiagge e nuovo Pud a Spotorno, Arboscello (Pd): “Libero accesso al mare, leggi e lavoro devono e possono coesistere”

Il consigliere regionale dem richiama la propria esperienza amministrativa e difende l'obbiettivo del 40% di libere ma lancia una stoccata all'Amministrazione: “Dispiaciuto nel vedere questa lacerazione, qualcosa non ha funzionato”

Condivide l'obiettivo di arrivare al 40% di spiagge libere, difende il principio secondo cui “il mare è di tutti” e sostiene la necessità delle gare per garantire concorrenza e pluralità. Eppure, di fronte al clima teso di questi mesi scaturito a Spotorno sul tema delle concessioni balneari, il consigliere regionale del Partito Democratico, Roberto Arboscello, lancia un messaggio altrettanto netto: “Quando in un paese si creano contrapposizioni e tensioni forti qualcosa non ha funzionato. E a perdere è un intero territorio”.

Lo ha fatto attraverso un post sui suoi canali social l'ex sindaco della vicina Bergeggi, con parole che non possono non lasciare spazio a una lettura politica della vicenda, considerata l'uguale appartenenza politica rispetto al sindaco spotornese Mattia Fiorini. Non uno scontro frontale, ben inteso, né una divergenza sul rispetto delle norme regionali per rielaborare un Piano di Utilizzo del Demanio che, a Spotorno, era finora ben lungi dal contenere le quote previste sulle libere e libere attrezzate. C'è però chiara una differenza di vedute sulla gestione di un percorso che ha prodotto una forte contrapposizione tra l'Amministrazione comunale e la categoria direttamente interessata, ossia i balneari.

Arboscello parte dalla propria esperienza amministrativa nel Comune limitrofo: “Ricorreva l'anno 2015, il mio secondo anno da sindaco - ricorda nel suo post Facebook - Quell'anno Bergeggi venne premiata con 4 vele blu da Legambiente in quanto giudicata all'avanguardia per sostenibilità, salvaguardia del paesaggio, servizi offerti nel pieno rispetto dell'ambiente”. Già allora infatti, sottolinea il consigliere, sulla costa bergeggina era stato raggiunto “un equilibrio ottimale tra libero accesso al mare e concessioni demaniali, con oltre il 40% di spiagge libere e con una collaborazione stretta tra amministrazione e operatori economici in modo che tutti potessero fruire in sicurezza delle nostre bellissime spiagge”.

Il confronto con la situazione spotornese resta implicito, anche se è il passaggio successivo a renderlo più esplicito: “Non ricordo particolare clamore ma neanche forti contrapposizioni. Si trattava semplicemente di quello che chiamo 'buonsenso', disponibilità al confronto e all'ascolto, che non si scontra con legalità e rispetto delle leggi. Tutt'altro. Perché quando in un paese si creano contrapposizioni e tensioni forti qualcosa non ha funzionato. E a perdere è un intero territorio”.

Ed è nei commenti che arriva un'ulteriore precisazione, senza mettere in discussione l'obiettivo perseguito dall'Amministrazione spotornese e citando il tema sempre di sottofondo della revisione dei canoni. “A Spotorno ci si è dati un obiettivo che non solo è fissato da una legge regionale ma è condivisibile come scelta politica, perché il mare è di tutti e devono poter fruire di spiagge e mare sia coloro che vogliono farlo in libertà sia coloro, residenti e turisti, che vogliono dei servizi - sottolinea - Tutti devono poterlo fare in sicurezza e con situazioni di decoro, igiene e servizi minimi garantiti. Così come è giusto che si facciano delle gare che garantiscano la giusta concorrenza e pluralità con regole certe a tutela sia dell'amministrazione ma anche di chi decide di investire soldi e un pezzo di vita in un'attività. Così come andrebbero rivisti i canoni demaniali e portati a un valore più consono, lasciando quelle entrate alle amministrazioni comunali obbligandole a reinvestire tali somme sulle spiagge pubbliche (pulizia, sicurezza, servizi)”.

Ciò che però rimarca Arboscello è il “dispiacere immenso nel vedere un paese a me molto caro lacerato su una questione che con il dialogo e confronto è stata affrontata e risolta in moltissimi comuni liguri”. Passaggio che tocca direttamente anche il modo in cui il concetto di legalità è entrato nel dibattito pubblico sulla revisione del Pud: “Ci sono moltissimi sindaci che hanno lavorato in passato e ora per raggiungere quell'obiettivo, ci sono moltissimi sindaci che faticosamente rispettano la legge e la legalità. Trovo ingiusto sentir dire che legalità e rispetto della legge sono una chimera per la maggior parte dei sindaci”.

Per Arboscello, dunque, non servono né mitizzazioni né demonizzazioni, con un auspicio a ricomporre la frattura creatasi in questi mesi: “Le estremizzazioni sono sempre sbagliate, sia l'esaltazione di una cosa di per sé normale così come la demonizzazione. Non ci sono miti o demoni tra chi decide di fare scelte politiche legittime. Sono demoni i disonesti, i ladri e chi non rispetta la legge - chiosa - Fa male vedere contrasti e contrapposizioni così forti tra chi difende il diritto al lavoro e all'impresa e chi la libertà di fruire di un bene pubblico. È una contrapposizione sbagliata perché le due cose possono e devono coesistere”.

Una posizione che non mette quindi in discussione né la scelta politica di aumentare la quota di spiagge libere né il principio delle gare, andando però a risollevare l'interrogativo sulle modalità con cui il percorso è stato condotto. Una domanda che, considerando i ruoli ricoperti dai protagonisti, apre inevitabilmente anche una riflessione all'interno dello stesso Partito Democratico savonese.

Redazione