Politica - 13 luglio 2026, 10:15

Case di riposo, la proposta: "Trasformare i borghi spopolati in Borghi della Longevità"

Matteo Canciani (Patto per il Nord): "Un modello di silver co-housing con telemedicina e servizi di prossimità per offrire un'alternativa alle RSA e rilanciare le aree interne"

Di fronte alla cronica carenza di posti letto nelle strutture di cura e all’aumento dei costi delle rette, emerge una proposta provocatoria ma concreta: trasformare i borghi d’Italia in via di spopolamento – compresi quelli noti per le iniziative delle "case a 1 euro" – in veri e propri "Borghi della Longevità". Un modello di Silver Co-housing diffuso in grado di offrire agli anziani una reale alternativa alle RSA e, al contempo, ridare vita alle aree interne del Paese.

​L’idea, proposta da Matteo Canciani, Segretario Patto per il Nord – Sezione Pietrese/Finalese, nasce dall’analisi di due paradossi italiani: da un lato l'invecchiamento della popolazione e le liste d'attesa infinite per l'accesso alle case di riposo; dall'altro, migliaia di splendide borgate destinate all'abbandono.

​Il progetto? Non ospizi, ma comunità vive!

"La mia proposta non mira a creare 'ghetti' per la terza età, bensì un modello integrato di economia circolare e sociale. Il piano si articola su tre pilastri fondamentali - spiega Canciani ​Rigenerazione accessibile: utilizzare i patrimoni immobiliari a basso costo per creare nuclei abitativi indipendenti ma privi di barriere architettoniche, preservando l'autonomia degli anziani. Presidi sanitari di prossimità e Telemedicina; sfruttare i fondi per la digitalizzazione per dotare i borghi di centri di assistenza medica integrata, infermieri di comunità e monitoraggio medico a distanza, garantendo massima sicurezza senza gravare sugli ospedali centrali. Scambio intergenerazionale: attirare nei borghi giovani professionisti, smart worker e artigiani attraverso agevolazioni, creando una comunità viva dove il supporto reciproco sostituisca l'isolamento".

​"Non possiamo continuare a vedere la terza età solo come un’emergenza o un costo sanitario. Abitare un borgo non significa solo trovare una casa a basso costo, ma ritrovare una dimensione comunitaria che nelle grandi città è andata perduta. Investire sui servizi e sulla telemedicina in queste aree significa salvare la nostra storia e garantire una vecchiaia dignitosa, attiva e sicura".

​La proposta si rivolge direttamente alle istituzioni nazionali, chiedendo l'istituzione di un tavolo tecnico per valutare progetti pilota che uniscano i ministeri del Welfare, della Salute e della Cultura. I "Borghi della Longevità" rappresentano la vera sfida urbanistica e sociale dei prossimi anni: trasformare una crisi demografica in un’opportunità di rinascita territoriale. 

Redazione