Rendere il territorio più pulito, ordinato e vivibile coinvolgendo direttamente i cittadini. È questo l’obiettivo della nuova iniziativa lanciata dal Comune di Cengio, che invita i residenti a segnalare in forma anonima situazioni di degrado urbano, abbandono di rifiuti, guasti e comportamenti che compromettono il decoro pubblico.
Lo slogan scelto dall’amministrazione è esplicito: “Il tuo senso civico fa la differenza”. Grazie allo smartphone, ormai diventato uno strumento di uso quotidiano, i cittadini possono inviare fotografie e segnalazioni, contribuendo — nelle intenzioni del Comune — a migliorare la gestione degli spazi pubblici e l’efficacia della raccolta differenziata.
L’iniziativa nasce dalla convinzione che la qualità della vita di una comunità dipenda anche dalla collaborazione quotidiana dei suoi abitanti. L’amministrazione punta in particolare a contrastare gli abbandoni di rifiuti e i conferimenti errati, fenomeni che incidono sia sul decoro urbano sia sui costi del servizio.
Ma il progetto, fin dalle prime ore, ha suscitato un acceso dibattito. Accanto a chi ne apprezza le finalità, non sono mancati cittadini che hanno espresso forti perplessità. In una lettera inviata alla nostra redazione, un residente parla di un sentimento diffuso di “disagio e inquietudine”.
“Dietro le parole sulla tutela del bene comune — scrive il lettore — questa iniziativa rischia di trasformare il senso civico in qualcosa di molto diverso: la delazione elevata a strumento ordinario di convivenza e il sospetto come collante sociale”. Secondo il cittadino, una comunità sana dovrebbe fondarsi “sulla fiducia, sul dialogo e sulla responsabilità personale, non sulla paura di essere osservati, fotografati o segnalati da un vicino rimasto nell’ombra dell’anonimato”.
Il timore è che il confine tra collaborazione e controllo reciproco possa diventare troppo sottile, alimentando “un clima di diffidenza generalizzata, nel quale il cittadino non vede più nell’altro un membro della propria comunità, ma un potenziale accusatore o un potenziale sospetto”. “Cengio merita rispetto, cura e partecipazione — conclude la lettera — ma merita anche di restare una comunità unita dalla fiducia reciproca e non una realtà in cui il sospetto prende il posto delle relazioni umane”.
Alle critiche replica il vicesindaco e assessore all’Ambiente, Gianfranco Bosetti, che respinge con decisione l’idea che il Comune voglia incoraggiare la delazione. “Qui non si tratta di fare la spia — afferma —. L’iniziativa probabilmente non è stata compresa nel modo corretto. Riceviamo moltissime segnalazioni da parte dei cittadini che lamentano comportamenti scorretti. L'obiettivo è favorire la partecipazione alla vita amministrativa”.
Bosetti sottolinea che le segnalazioni non sono finalizzate automaticamente all’emissione di sanzioni. “Non vogliamo fare cassa con le multe e non ci interessa trasformare i cittadini in controllori dei propri vicini. Le segnalazioni servono ad aiutarci a intervenire dove ci sono problemi e a migliorare la situazione sul territorio”.
Il vice sindaco ricorda inoltre che il Comune ha già organizzato incontri pubblici sulla raccolta differenziata, distribuendo opuscoli informativi in collaborazione con Sat. “Abbiamo oltre duecento postazioni sul territorio — spiega — ed è difficile monitorarle tutte costantemente, anche attraverso i sistemi di controllo. La collaborazione dei cittadini è importante perché ci consente di conoscere le criticità e affrontarle più rapidamente”.
Da qui la precisazione finale: “Non esiste un numero creato per denunciare qualcuno. L’identità delle persone sarà sempre tutelata. Non si tratta di ‘fare la spia’, ma di prendersi cura del luogo in cui viviamo, scegliendo di essere cittadini responsabili, attenti e uniti, senza voltarsi dall’altra parte”.













