Attualità - 14 luglio 2026, 07:05

Spiagge, turismo e occupazione. Cgil e Filcams Savona chiedono un nuovo modello: "Più accesso al mare e lavoro di qualità nel settore"

Il sindacato interviene nel dibattito sulle concessioni balneari: "Una giornata al mare è diventata un lusso. Inoltre giovani in fuga, lavoro precario e salari troppo bassi: è un'opportunità per un nuovo modello"

"La discussione che in queste settimane ha animato il dibattito pubblico sulle spiagge della provincia di Savona non riguarda soltanto la distribuzione degli arenili tra concessioni e spiagge libere, ma riguarda il diritto di tutti a godere dei beni pubblici. Riguarda il diritto di una famiglia di portare i propri figli in spiaggia indipendentemente dalle proprie capacità economiche".

E' netta fin dalle prime righe del comunicato diramato sul tema, la posizione di Cgil e Filcams Savona intervenendo nel dibattito sull'accesso alle spiagge e sulla distribuzione degli arenili tra stabilimenti balneari, spiagge libere o libere attrezzate, argomento sollevato in particolare dalla revisione del Pud di Spotorno quale caso più ecclatante. Uno sguardo che pone l'accento non soltanto sul diritto alla libera fruizione del mare, ma anche sulle condizioni di chi opera nel settore turistico, tra stagionalità, precarietà, salari e difficoltà abitative.

Il sindacato mette quindi al centro, anzitutto, il tema dell'accessibilità al mare, in particolare dal punto di vista economico, denunciando una situazione nella quale, in diverse località, trascorrere una giornata in spiaggia sarebbe diventato proibitivo per una buona parte della popolazione.

"In molte località ormai una giornata al mare è diventata un lusso riservato solo ai ricchi, dove i meno abbienti vengono discriminati e trattati (lo vediamo ogni giorno nelle posizioni che una certa parte esprime quotidianamente sui social) come dei 'paria', senza diritto di godere della natura che ci circonda - affermano dal sindacato - Un mare che è negato sia a chi viene da fuori dalla nostra Riviera, e che ha pienamente diritto anche lui di godere di un giorno di mare, così come noi ci godiamo un giorno in città o in montagna, sia molto spesso alla gente dei nostri paesi, che frequentemente non si può permettere un giorno al mare in quella che è anche casa sua".

Per Cgil e Filcams, la risposta può essere data da un cambio di paradigma, da una diversa gestione del bene demaniale balneare, tra il cosiddetto libero accesso e la possibilità di usufruire di servizi aggiuntivi: "Un sistema misto di spiagge libere, libere attrezzate e spiagge in concessione può essere la soluzione per creare un turismo che tenga conto sia del diritto di tutti all’accesso al mare, sia della possibilità di offrire servizi in più per la clientela che li desidera".

Ma la presa di posizione del sindacato va oltre queste ragioni. Al centro della nota c'è infatti anche il lavoro nel turismo: "Come sindacato, poi, la questione delle spiagge non riguarda soltanto chi le frequenta: riguarda anche chi ci lavora - precisa la nota - Dietro al successo turistico del territorio, che in proporzione rappresenta la provincia più turistica della Liguria, esiste infatti una realtà fatta di contratti stagionali, lavoro precario, part-time involontari e salari che, nel Savonese, risultano inferiori alle medie regionali e nazionali".

Condizioni che, per il sindacato, non possono essere considerate "una conseguenza inevitabile della stagionalità" del turismo, ma sarebbero "il risultato di un modello economico che ha scelto di competere comprimendo il costo del lavoro anziché investire sulla qualità, sulle competenze e sulla professionalità".

Una situazione che, secondo il sindacato, produce effetti più ampi sull'intero territorio, intrecciandosi con altre problematiche presenti nel savonese. "Le conseguenze sono evidenti - scrive il sindacato - Sempre più giovani scelgono di lasciare la provincia perché non trovano prospettive di stabilità, mentre la stessa emergenza abitativa, aggravata dall'aumento degli affitti e dalla diffusione delle locazioni turistiche, rende sempre più difficile sia vivere sia lavorare nelle località costiere".

È in questo quadro che Cgil e Filcams Savona leggono il confronto sulle concessioni demaniali come un'opportunità per intervenire su tutta la galassia che ruota attorno al turismo balneare, "un'occasione che non può essere sprecata". E indicano anche lo strumento: "Sfidiamo le amministrazioni locali e le associazioni datoriali al fine di definire Protocolli d'intesa territoriali sul lavoro di qualità, che puntino alla creazione di un'accoglienza di qualità e che tenga conto del valore aggiunto portato da lavoratori dotati di una professionalità tale da fare del nostro territorio una punta di diamante nell’ambito dell’ospitalità, rendendo possibile che il lavoro nel turismo diventi un'attività stabile e non un'occupazione temporanea svolta in attesa di trovare di meglio" conclude la nota.

Redazione