Cronaca - 16 luglio 2026, 18:07

Inchiesta su Ceriale, il sindaco Fasano dal pm: la difesa respinge tutte le accuse

Scena muta anche per gli altri cinque interrogati nel primo passaggio dopo le perquisizioni di settimana scorsa. Contestate a vario titolo corruzione e traffico di influenze illecite

Hanno tutti fatto scena muta i sei indagati ascoltati stamani (16 luglio, ndr) dalla Procura della Repubblica di Savona nell'ambito dell'inchiesta sui presunti episodi di corruzione e traffico di influenze illecite che, la scorsa settimana, è scoppiata interessando in particolare il Comune di Ceriale e, più marginalmente, Albenga.

Tra loro anche il sindaco cerialese, Marinella Fasano, comparsa davanti al sostituto procuratore Claudio Martini. "La nostra assistita ha contestato ogni addebito e si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Le difese si riservano di visionare la documentazione, sulla quale la Procura ha svolto le indagini, relativa alle contestazioni che ci vengono mosse", hanno dichiarato i difensori della prima cittadina, gli avvocati Vittoria Fiori e Daniela Giaccardi.

La stessa scelta è stata adottata anche dagli altri cinque indagati ascoltati nel corso della giornata, tra cui il consigliere di minoranza ingauno, ex candidato sindaco, Nicola Podio, interessato dall'indagine in qualità di libero professionista.

Gli interrogatori rappresentano uno dei primi passaggi dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Savona, scaturita dall'esposto presentato da un dipendente di una società di costruzioni e ristrutturazioni edili e sviluppata attraverso un'articolata attività investigativa che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di amministratori pubblici, professionisti e imprenditori. Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono quelle di corruzione e traffico di influenze illecite.

Allo stato attuale, l'ipotesi investigativa (che dovrà essere sottoposta alle necessarie verifiche e ai conseguenti riscontri) riguarda presunte irregolarità nell'iter di alcune pratiche edilizie e nella procedura per l'affidamento del servizio di tesoreria del Comune di Ceriale, oltre a una singola pratica relativa all'occupazione di suolo demaniale presso il Comune di Albenga. In merito a questa pratica, al centro ci sarebbe un'occupazione abusiva di suolo pubblico nel comune ingauno da parte della Oikos e una sanzione che, però, non sarebbe mai stata realmente comminata alla società.

Il lavoratore avrebbe infatti denunciato che Fasano avrebbe fatto rimuovere un verbale di sanzione amministrativa, elevato dalla polizia locale nei confronti della società Oikos, e, per eliminare la sanzione, la prima cittadina avrebbe preteso la ristrutturazione di una propria abitazione.

Partita l'attività dei finanzieri tramite le intercettazioni telefoniche, è anche emerso che il servizio di tesoreria del Comune di Ceriale era stato affidato a una banca di Alassio, pretendendo da parte del sindaco che la stessa filiale avesse per lei condizioni di favore e che non venisse mai segnalata, falsando così, di fatto, la gara d'appalto.

Oltre a Fasano, sono indagati anche il direttore della banca, Alessandro Fontolan, e l'architetto Podio, che avrebbe fatto da tramite tra la ditta di costruzioni e il sindaco. In totale sarebbero quindi sei i soggetti iscritti nel registro degli indagati (oltre a Fasano, Podio e Fontolan, anche una dipendente del Comune di Ceriale, Laura Camastra, il commissario della polizia locale di Albenga, Marino Cantore, e il titolare della Oikos, l'imprenditore Manuel Addamo).

Il blitz della Finanza era scattato una settimana fa nei palazzi comunali di Albenga e Ceriale. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale e della Compagnia di Albenga avevano eseguito, fin dalle prime ore della giornata, un decreto di perquisizione finalizzato all'acquisizione e al sequestro di documentazione amministrativa di varia natura. Questo senza limitarsi agli uffici comunali: perquisizioni e sequestri erano stati effettuati anche nelle abitazioni di Fasano, Podio e Addamo.

L'attività investigativa, coordinata dalla Procura di Savona, si inserisce nell'ambito di un procedimento che si trova nella fase delle indagini preliminari e che, come precisato dagli stessi inquirenti, richiede ulteriori indispensabili approfondimenti. 

"L'acquisizione di documentazione si è resa necessaria per valutare l'eventuale fondatezza dell'ipotesi investigativa, in ottemperanza al principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, e non comporta alcuna affermazione di responsabilità", aveva spiegato il procuratore capo della Repubblica, Ubaldo Pelosi. La documentazione acquisita, ha precisato anche il procuratore, dovrà essere oggetto di attento studio ed esame e "solo all'esito di tali complessi accertamenti potranno essere assunte le determinazioni del caso, ai fini dell'eventuale prosecuzione delle indagini ovvero dell'archiviazione del procedimento".

Redazione