Attualità - 18 luglio 2026, 20:15

Pietra Ligure, abbattuti due pini in via Montale: "Era una situazione di pericolo"

Il sindaco De Vincenzi e l'assessore Amandola intervengono a seguito delle segnalazioni ricevute: "L’intervento è stato deciso sulla base di valutazioni tecniche, non per parcheggi o trasformazioni dell’area"

A seguito alle diverse segnalazioni ricevute dal Comune di Pietra Ligure in relazione all'abbattimento di due alberi ubicati nelle aiuole di via Eugenio Montale, il sindaco Luigi De Vincenzi e l’assessore ai parchi, giardini e verde pubblico Francesco Amandola ritengono opportuno fornire alcuni chiarimenti al fine di rappresentare correttamente i fatti e le motivazioni che hanno determinato l'intervento.

"Il patrimonio arboreo comunale è oggetto di costante monitoraggio mediante l'affidamento di specifico incarico professionale a un agronomo, il quale provvede periodicamente al censimento delle alberature di proprietà comunale, alla valutazione delle loro caratteristiche vegetative e strutturali e all'attribuzione della relativa classe di propensione al cedimento, secondo le metodologie riconosciute in materia - spiegano De Vincenzi e Amandola - Anche i tre esemplari di Pinus pinea presenti in via Montale risultavano inseriti in tale attività di monitoraggio ed erano già stati sottoposti a valutazione visiva nell'ambito del censimento del patrimonio arboreo comunale".

Lo scorso 25 giugno, gli uffici comunali hanno ricevuto la segnalazione telefonica da parte di un privato cittadino relativa alla caduta di un ramo di notevoli dimensioni da uno dei tre pini presenti nella via: "A seguito della segnalazione, personale del settore competente ha effettuato un immediato sopralluogo, accertando che un ramo di considerevoli dimensioni, distaccatosi dal primo pino entrando da via Cesare Battisti, occupava la carreggiata, determinando una situazione di potenziale pericolo per la pubblica incolumità - proseguono sindaco e assessore - Gli operai comunali sono pertanto intervenuti tempestivamente per la rimozione del ramo e, contestualmente, l'Ufficio Ambiente ha richiesto al professionista incaricato una specifica valutazione tecnica dello stato vegetativo e della stabilità di tutti e tre gli esemplari presenti nell'area".

È invece datata 6 luglio la relazione tecnica da parte dell’agronomo, acquisita dal Comune, di cui seguono a alcuni punti salienti: “Il sopralluogo ha evidenziato una situazione di concreto pericolo, riconducibile alle dimensioni e al portamento espanso degli esemplari, alle condizioni del sito d’impianto, alla presenza di potenziali bersagli ad alta frequentazione in caso di cedimento, nonché a un quadro biomeccanico e fitostatico di elevata criticità. Tale situazione è stata ulteriormente confermata dal recente distacco improvviso di una branca, precipitata al suolo nell’area di sosta e di transito”; “L’esame visivo da terra ha evidenziato, su entrambi i soggetti, un quadro di criticità diffuse a carico dell’apparato radicale, del colletto, del fusto e della chioma, aggravato da condizioni stazionali sfavorevoli”; “A conferma sul campo della propensione al cedimento dei soggetti, si è di recente verificato il distacco improvviso di una branca, precipitata al suolo nell’area di sosta e di passaggio. L’evento, pur non avendo per fortuita circostanza coinvolto persone o veicoli, evidenzia in modo inequivocabile la concretezza del rischio: il cedimento si è manifestato in assenza di sollecitazioni eccezionali, a riprova della fragilità strutturale dei soggetti e della loro non compatibilità con accettabili livelli di sicurezza”; Sulla base delle risultanze dell’indagine visiva e in applicazione del protocollo C.P.C. […], entrambi gli esemplari sono ascritti alla Classe “D” […]”; L’attribuzione alla Classe “D” – propensione al cedimento estrema – discende dalla concomitanza di difetti morfologici e strutturali molto gravi a carico di apparato radicale, colletto, fusto e chioma, con fattore di sicurezza naturale dei soggetti ritenuto esaurito. Conformemente a quanto previsto per tale classe, ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile solo con tecniche contrarie alla buona pratica arboricolturale; i difetti più critici interessano infatti l’apparato radicale e il colletto – strutture non emendabili – e sono aggravati da un substrato costipato non sanabile nelle attuali condizioni d’impianto. Le piante appartenenti a questa classe devono pertanto essere abbattute”; “Alla luce di quanto rilevato e illustrato, si ritiene motivato e necessario l’abbattimento di entrambi gli esemplari di Pinus pinea L. […]”.

"La Classe “D” rappresenta, quindi, il livello di rischio più elevato previsto dai protocolli di valutazione della stabilità degli alberi e identifica esemplari per i quali il rischio residuo non può essere mitigato mediante interventi manutentivi ordinari, rendendo necessario procedere all'abbattimento in tempi brevi al fine di eliminare una situazione di pericolo - osservano quindi De Vincenzi e Amandola - L'Amministrazione Comunale, quale proprietaria delle alberature e responsabile della sicurezza delle aree pubbliche, aveva pertanto il dovere di dare immediata esecuzione alle prescrizioni contenute nella relazione tecnica, evitando di esporre cittadini e utenti della strada a rischi non compatibili con la tutela della pubblica incolumità. Per tale motivo, nelle giornate del 9 e 10 luglio 2026, i due esemplari classificati in Classe “D” sono stati abbattuti da ditta specializzata, già incaricata per il mantenimento del verde pubblico. Si precisa pertanto che l'intervento non è stato determinato da esigenze di carattere urbanistico, dalla realizzazione di parcheggi o da altre trasformazioni dell'area, bensì esclusivamente da una valutazione tecnica conseguente ad un episodio di cedimento già verificatosi e finalizzata alla salvaguardia della sicurezza pubblica".

"I due esemplari di Pinus pinea oggetto di abbattimento saranno sostituiti mediante la messa a dimora di nuove piante d’alto fusto compensative che andranno a riqualificare le aiuole dove dimoravano i due pini - proseguono sindaco e assessore - Comprendiamo la sensibilità manifestata da numerosi cittadini nei confronti del patrimonio arboreo cittadino e condividiamo pienamente il valore ambientale, paesaggistico ed ecosistemico degli alberi, che rappresentano una componente fondamentale del verde urbano e contribuiscono significativamente al miglioramento della qualità della vita, alla mitigazione climatica e alla biodiversità. Proprio per tale ragione il Comune non procede ad abbattimenti se non quando gli stessi risultino supportati da specifiche valutazioni tecniche che attestino condizioni di rischio tali da non consentire soluzioni alternative".

"Per quanto concerne il tema della riforestazione urbana e dell'incremento del patrimonio verde, l'Amministrazione prosegue la propria attività di programmazione e di piantumazione di nuove alberature compatibilmente con le caratteristiche dei luoghi, con le risorse disponibili e con le esigenze di sicurezza e gestione del patrimonio comunale. Negli ultimi sei anni sono state circa 450 le nuove alberature messe a dimora sul territorio comunale. Il territorio di Petra Ligure vanta anche la presenza di dodici parchi pubblici e oltre 100.000 mq di verde pubblico. Riteniamo opportuno evidenziare come, in situazioni nelle quali emerga un concreto pericolo per la pubblica incolumità, l'interesse pubblico prioritario sia rappresentato dall'eliminazione tempestiva del rischio, non essendo possibile differire gli interventi necessari in attesa di forme di consultazione preventiva. Confermiamo pertanto l’impegno nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio arboreo cittadino, perseguendo il necessario equilibrio tra conservazione del verde urbano e sicurezza delle persone, sulla base di valutazioni esclusivamente tecniche e scientifiche" concludono sindaco di Pietra Ligure e assessore ai parchi, giardini e verde pubblico.

Redazione