Il caldo eccezionale e la persistente assenza di precipitazioni stanno mettendo in seria difficoltà la zootecnia ligure, soprattutto nelle aree montane dell'entroterra, dove gli allevamenti rappresentano non solo una risorsa economica, ma anche un presidio fondamentale contro l'abbandono del territorio e il dissesto idrogeologico.
Pascoli ormai completamente secchi, carenza di foraggio, difficoltà di approvvigionamento idrico e un preoccupante aumento delle patologie favorite dalle temperature elevate stanno rendendo sempre più complesso il lavoro degli allevatori, costretti a sostenere costi aggiuntivi per garantire il benessere degli animali.
Le aziende zootecniche segnalano una situazione sempre più complessa: dove negli anni sono stati realizzati sistemi di accumulo è ancora possibile garantire l'approvvigionamento idrico aziendale, ma sugli alpeggi l'acqua inizia a scarseggiare e i pascoli risultano ormai completamente secchi, costringendo gli allevatori a continui spostamenti del bestiame alla ricerca di erba e punti di abbeverata.
Alle difficoltà legate alla disponibilità di acqua e foraggio si aggiungono gli effetti delle temperature eccezionalmente elevate sul benessere animale, con un aumento delle criticità sanitarie e dei costi veterinari che rende ancora più onerosa la gestione degli allevamenti in una stagione già particolarmente difficile.
Le criticità non riguardano soltanto gli allevamenti: lo stress idrico continua a colpire anche ortaggi, frutteti e oliveti, dove si registrano fenomeni di cascola e disseccamento dei frutti, con perdite che, se il caldo dovesse proseguire, potrebbero arrivare fino al 30% nelle situazioni più esposte.
A rendere ancora più difficile il lavoro delle imprese agricole è l'estrema variabilità climatica. Se da settimane la Liguria è interessata da temperature eccezionalmente elevate e assenza di piogge, nella giornata di ieri un violento temporale accompagnato da grandine e forti raffiche di vento ha colpito l'area di Carasco, nel Genovesato, causando danni alle colture orticole e dimostrando come gli eventi estremi siano ormai sempre più frequenti e imprevedibili.
"Le aziende agricole stanno affrontando contemporaneamente siccità, caldo estremo ed eventi atmosferici sempre più violenti", affermano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale. "Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze. La priorità è aumentare la capacità del territorio di trattenere l'acqua quando cade, attraverso piccoli invasi, bacini di accumulo e una rete irrigua più efficiente. L'acqua è oggi la principale infrastruttura di cui l'agricoltura ha bisogno."
Accelerare la realizzazione di piccoli invasi multifunzionali, capaci di accumulare acqua senza consumo di suolo e senza utilizzo di cemento, rappresenta una risposta concreta per garantire disponibilità idrica alle aziende agricole, sostenere la zootecnia e contribuire alla prevenzione del dissesto idrogeologico.
Concludono Boeri e Rivarossa: "Senza imprese agricole vengono meno la manutenzione del territorio, la produzione di cibo di qualità, la biodiversità e la presenza stessa delle comunità locali. Per questo servono investimenti strutturali e una strategia di lungo periodo che metta la risorsa idrica al centro delle politiche agricole e territoriali."