L'amministrazione comunale di Albenga prende le distanze dal corteo in programma il prossimo 26 luglio, precisando che l'iniziativa non è organizzata né patrocinata dal Comune.
In una nota congiunta, il sindaco, la giunta e i consiglieri di maggioranza hanno espresso la propria posizione, ribadendo il sostegno alle Forze dell'Ordine e sottolineando la necessità che eventuali responsabilità siano accertate esclusivamente dagli organi competenti.
"Il Comune di Albenga ribadisce la propria piena vicinanza e il proprio sostegno alle Forze dell'Ordine- spiega l'amministrazione - che ogni giorno operano con professionalità, spirito di servizio e senso dello Stato per garantire la sicurezza dei cittadini. A loro va il nostro ringraziamento e il nostro rispetto".
E prosegue :"Comprendiamo che temi come i fatti del G8 di Genova o il recente decesso di Abderrahim Fakir suscitino interrogativi e forte partecipazione emotiva. Proprio per questo è fondamentale che siano gli organi competenti ad accertare i fatti e, qualora emergano responsabilità individuali, queste vengano perseguite e che non sia la politica a farlo come purtroppo spesso succede".
"In uno Stato di diritto nessuno – prosegue - è al di sopra della legge: essa deve essere rispettata da tutti, anche da chi è chiamato quotidianamente a farla rispettare. Questo, però, non può e non deve tradursi in una delegittimazione generale delle Forze dell'Ordine, il cui ruolo è essenziale per la tutela della sicurezza, della legalità e della convivenza civile. Gli eventuali comportamenti individuali, se accertati, appartengono alle responsabilità delle singole persone e non possono mettere in discussione il valore e il lavoro delle migliaia di donne e uomini che ogni giorno servono lo Stato con correttezza e dedizione".
Conclude :"L'Amministrazione comunale si dissocia dalla manifestazione in oggetto e continuerà a promuovere una cultura fondata sul rispetto delle istituzioni, dei diritti e dei doveri di tutti. Difendere la libertà di manifestazione del pensiero e, allo stesso tempo, riconoscere il valore imprescindibile delle Forze dell'Ordine non è una contraddizione, ma l'essenza stessa di una democrazia matura e di uno Stato di diritto."
Sul tema interviene anche la Lega provinciale. "Esprimiamo la più ferma condanna nei confronti del manifesto diffuso sui social dalla presidente dell’ANPI di Leca- scrive la Lega - contenente lo slogan “Chi chiami quando la polizia uccide?”, una comunicazione che riteniamo gravemente offensiva nei confronti delle donne e degli uomini delle Forze dell’Ordine, che ogni giorno operano con professionalità, sacrificio e senso dello Stato per garantire la sicurezza dei cittadini. Generalizzare e insinuare che chi indossa una divisa sia responsabile di comportamenti criminali significa delegittimare un’intera categoria di servitori dello Stato, alimentando un clima di ostilità e sfiducia che non giova a nessuno".