"Il Nord non può restare escluso dalla Zona economica speciale. Le imprese della Liguria versano ogni anno una quota non più trascurabile dei 100 miliardi di residuo fiscale che il Nord trasferisce a Roma, eppure restano ancora fuori dagli incentivi fiscali e dalle semplificazioni burocratiche già riconosciuti alle sole Regioni meridionali. Chiediamo che, nel rispetto delle regole UE, tutte le Regioni settentrionali — Liguria compresa — godano dello stesso trattamento, non un'estensione parziale o simbolica". Cosi commenta in una nota Martina Milani, segretario provinciale Patto per il Nord Savona.
"Da mesi ascoltiamo il Governo parlare di estensione della ZES anche al Nord, ma non abbiamo ancora visto atti concreti: la legislatura volge al termine e la Liguria non può più aspettare i tempi di Roma. Condividiamo su questo le parole del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che ha chiesto l'estensione della ZES all'intero Paese: le risorse per finanziarla ci sono già, versate ogni anno dalle nostre imprese, manca solo la volontà politica di superare le resistenze romanocentriche".
"Non basta neppure un'estensione dimezzata, limitata alla sola semplificazione burocratica senza i relativi incentivi fiscali: la chiediamo piena, per tutto il Nord e per tutti i settori produttivi, non solo per alcune aree selezionate. Alla provincia di Savona serve in particolare per i settori turistico-ricettivo, agricolo, ma in generale per le molte PMI componenti strategiche della nostra economia territoriale, che grazie alla ZES potrebbe vedere una ricaduta diretta in termini di lavoro e sviluppo nei prossimi decenni soprattutto nei piccoli borghi dove le piccole imprese faticano a sopravvivere", conclude.