La varietà degli ambienti e la posizione geografica rendono il territorio ligure particolarmente favorevole alla diffusione dell’erpetofauna, comprendente anfibi e rettili.
La Liguria ospita infatti 20 specie di rettili e 20 specie di anfibi autoctoni, pari rispettivamente al 41% e al 44% delle specie note a livello nazionale. In questo contesto, la provincia di Savona si distingue per un patrimonio naturalistico di rilievo: sul territorio provinciale sono presenti ben 15 specie di anfibi, un dato che conferma l’elevata valenza ecologica dell’area e la conseguente responsabilità in termini di tutela della biodiversità.
In tale ambito, la Provincia di Savona ha avviato uno studio dedicato alla distribuzione e allo stato di conservazione delle specie anfibie all’interno di 13 Zone Speciali di Conservazione (ZSC) gestite dall’Ente: “Tenuta Quassolo”, “Cave Ferecchi”, “Croce della Tia – Rio Barchei”, “Monte Ciazze Secche”, “Foresta di Cadibona”, “Rocchetta Cairo”, “Monte Ravinet - Roccabarbena”, “Monte Acuto – Poggio Grande – Rio Torsero”, “Finalese - Capo Noli”, “Monte Carmo - Monte Settepani”, “Lago di Osiglia”, “Capo Mele” e “Ronco di Maglio”. L’attività, curata dal dott. Stefano Bovero, prevede indagini sul campo finalizzate al rilevamento della presenza delle specie e dei relativi siti riproduttivi.
A tali attività si affianca l’impiego di tecniche innovative, come l’analisi dell’eDNA (DNA ambientale), che consente di individuare tracce genetiche presenti nelle matrici ambientali – come acqua, sedimenti e aria – permettendo di rilevare la presenza di specie anche elusive o difficilmente osservabili. Questo approccio permette di approfondire la conoscenza della distribuzione di specie rare, ad esempio il Pelodytes punctatus e la Salamandrina perspicillata, anche in aree in cui la loro presenza non è ancora stata accertata.