Politica - 29 luglio 2026, 10:08

Termovalorizzatore, il Pd a Bucci: "Apra un tavolo con le regioni vicine prima di costruire un impianto che potrebbe rivelarsi inutile"

Gribaudo e Arboscello: "Servono un’analisi approfondita dei costi e un confronto, in primis con il Piemonte, prima di assumere nuove decisioni"

“Chiediamo al Presidente Bucci di aprire un tavolo di confronto con le regioni vicine, in primis con il Piemonte, per verificare la disponibilità a trattare i rifiuti in impianti già esistenti che non lavorano a pieno regime prima di costruire un impianto che potrebbe rivelarsi inutile o non sostenibile economicamente con i soli rifiuti liguri”.

A chiederlo sono la deputata Pd Chiara Gribaudo intervenuta alla Festa dell’Unita di Cortemilia all’incontro dal titolo ‘Parliamo dell’inceneritore in Valle Bormida’ e  il consigliere regionale Pd Roberto Arboscello, anche lui presente all’incontro insieme a  Mauro Calderoni, Consigliere regionale Pd del Piemonte il sindaco di Alba Alberto Gatto e Maria Grazia Arnaldo del’Associazione Rinascita Valle Bormida.

“Prima di affermare che la Tari per i liguri diminuirebbe con la realizzazione di un termovalorizzatore - proseguono Gribaudo e Arboscello - occorrerebbe compiere analisi approfondite dei costi di realizzazione di un nuovo impianto, di trasporto dei rifiuti in un luogo non baricentrico rispetto alla conformazione regionale e di spese correnti dell’impianto e confrontarli con i costi di trasporto e trattamento in una regione adiacente previ accordi”.

“Il tema dei rifiuti è un tema complesso che dovrebbe essere affrontato a 360°, anche a livello di macroregioni. Bucci invece di insistere sulla realizzazione di quell’impianto attivi un dialogo a partire  con il Piemonte e  il presidente Cirio per verificare la possibilità di utilizzare l’impianto di Torino su cui è già previsto l’ampliamento. Ma soprattutto si facciano parti attive per portare il tema a livello della conferenza Stato-regioni per far si che venga recepita la necessità di collaborazione tra regioni sul tema rifiuti. La Val Bormida e il basso Piemonte hanno manifestato chiaramente la propria contrarietà. Questi territori hanno subito per decenni importanti servitù industriali che hanno compromesso la qualità di vita dei cittadini e dell’ambiente. Ora è il momento di cambiare approccio e non aumentare il carico industriale con un impianto come questo, ma di pensare al rilancio con un’industria moderna, pulita, sostenibile dal punto di vista ambientale e compattibile con lo sviluppo di un’economia turistica ed enogastronomica che sta ottenendo grandi risultati soprattutto nelle zone dell’albese”, aggiungono.

“I cittadini della valbormida e del basso Piemonte hanno diritto ad ambire a qualcosa di meglio e noi saremo al loro fianco affinché questo si realizzi, mettendo la parola fine ad un tipo di sviluppo vecchio che non può più essere percorribile”, concludo Gribaudo e Arboscello.

Redazione