Il Consiglio comunale di Villanova d’Albenga ha approvato all’unanimità la delibera con cui il Comune adotta e promuove il termine “atéfano”, neologismo proposto per indicare il genitore che ha perso un figlio. Il provvedimento è stato votato nella seduta del 28 luglio, ascoltare le parole della presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Rachele Franchelli – Uno sguardo senza confini”, Silvia Ravera.
La delibera prende atto della proposta avanzata dall’associazione, nata ad Albenga nel 2025 per iniziativa della famiglia di Rachele Franchelli, scomparsa nel 2024 a 16 anni a causa di un tumore raro. L’obiettivo è introdurre un termine che colmi l’assenza, nella lingua italiana, di una parola che identifichi la condizione di chi perde un figlio.
Nel testo si ricorda che “atéfano” è un neologismo costruito a partire da radici greche e significa “persona che ha perduto un figlio”.
“Dare un nome ad un dolore così grande, è importante - ha dichiarato il Sindaco Pietro Balestra - Atefano è una parola che racchiude una condizione comune a molti, simboleggia un dolore straziante, ma che può dare vita, come ci insegna la presidente Silvia Ravera, a progetti di grande generosità e condivisione, in onore e ricordo dei propri cari”.
Con l’approvazione dell’atto, il Consiglio impegna il sindaco e la giunta a promuovere la conoscenza del termine attraverso i canali istituzionali, i social media, i comunicati stampa e iniziative pubbliche dedicate ai temi della famiglia, della sanità e del sociale.
L’amministrazione comunale si farà inoltre portavoce dell’iniziativa presso le istituzioni nazionali, con l’obiettivo di favorirne una più ampia diffusione.