Il Consiglio comunale di Albenga, nella seduta di ieri, 30 luglio, ha approvato il nuovo Regolamento Edilizio comunale, aggiornando uno degli strumenti fondamentali per disciplinare le modalità di progettazione, realizzazione, trasformazione e utilizzo degli edifici sul territorio.
L'adeguamento si è reso necessario per recepire l'evoluzione normativa e dotare il Comune di uno strumento più attuale, capace di rispondere alle nuove esigenze della città e dei cittadini, perseguendo principi di semplificazione amministrativa, efficienza, sostenibilità ambientale ed energetica, qualità dell'abitare e piena accessibilità degli spazi.
Tra gli obiettivi figurano uno sviluppo edilizio ordinato sotto il profilo della funzionalità, dell'estetica e dell'igiene pubblica, il superamento delle barriere architettoniche per garantire la piena fruibilità degli edifici e degli spazi urbani da parte di tutti, nonché il potenziamento dello Sportello Unico per l'Edilizia attraverso procedure più semplici, trasparenti ed efficienti, in grado di migliorare il rapporto tra cittadini, professionisti e Pubblica Amministrazione.
A illustrare il provvedimento in aula è stato il consigliere Raiko Radiuk, rappresentante del Comune di Albenga nella rete europea "EU Local Councillors".
"Parlare di edilizia non è mai semplice, perché parlare di edilizia significa, in fondo, parlare dell'uomo e del modo in cui sceglie di abitare il mondo" ha esordito il consigliere. "Le case, le strade, le piazze e i luoghi di lavoro non sono soltanto muri, misure e materiali. Sono spazi pensati da qualcuno, ma vissuti da tutti."
Radiuk ha sottolineato la peculiarità della materia rispetto ad altre competenze tecniche: "L'edilizia appartiene all'esperienza quotidiana di ciascuno di noi. Tutti abitiamo una casa, entriamo in un negozio, percorriamo un corridoio, saliamo una scala, viviamo una piazza. Per questo, pur senza essere tutti tecnici, siamo tutti portatori di una conoscenza profonda e concreta dell'abitare."
Il nodo, ha spiegato, è quello dell'accesso alla casa: "Spesso, forse troppo spesso, in Albenga si sente che non si trovano appartamenti in affitto, o in vendita a prezzi accessibili, oppure che per ottenere un mutuo si deve chiedere al nonno di mettere una firma o ai genitori di indebitarsi. Eppure ci sarebbero spazi e abitazioni da ristrutturare o convertire, pezzi di città da completare in maniera positiva, vecchi mostri da abbattere per far sorgere qualcosa che dia una risposta sociale alla città."
Una questione che, secondo il consigliere, travalica i confini comunali: "Il problema dell'abitare non riguarda solo Albenga, ma è un problema molto più vasto, a livello europeo, dove si stima che ogni anno vengano a mancare centinaia di migliaia di case. Le problematiche sono molteplici: dai costi delle materie prime alle stelle alle difficoltà burocratiche, fino alla possibilità di accesso al credito." Da qui il richiamo al Nuovo Bauhaus Europeo, l'iniziativa comunitaria dedicata a un'edilizia sociale e sostenibile, conosciuta attraverso l'attività nella rete degli amministratori locali.
Sul merito delle modifiche, Radiuk ha chiarito il perimetro dello strumento: "Il Regolamento Edilizio è assai differente dal Piano Regolatore o dal Puc, che sono strumenti di pianificazione ben diversi. Dice solo quali parametri utilizzare, quali norme seguire. Cosa molto limitata? Forse, ma è già un primo passo, e ogni grande avventura inizia con dei piccoli passi."
Tra i punti aggiornati, i criteri relativi a scale, corridoi, spazi comuni e servizi igienici, con maggiori possibilità di recupero negli interventi di adeguamento e ristrutturazione. "Sono stati cambiati alcuni parametri perché non possiamo continuare a essere vincolati esclusivamente a parametri concepiti per una società che non esiste più. Questo regolamento, nella sua forma di massima, è stato concepito negli anni Novanta: credo che sia l'ora di un aggiornamento."
Capitolo energia e clima: "Oggi le nuove tecnologie permettono di avere case a consumo energetico zero, ma dobbiamo avere spazi da poter sfruttare. Proprio in questi giorni, dove il caldo diventa un problema, ci rendiamo conto che la parte energetica e dell'isolamento termico non rappresenta più un plus, ma una necessità per la nostra salute."
Novità anche per le zone agricole, con criteri che favoriscono, in caso di nuove superfici coperte, sistemi di raccolta e dispersione controllata delle acque meteoriche nel terreno, compatibilmente con le caratteristiche geologiche e idrogeologiche dei luoghi. Una misura raccolta, ha spiegato il consigliere, dalle osservazioni di agricoltori e associazioni di categoria e ispirata al concetto di "città spugna" promosso dal presidente dell'Ordine dei Geologi della Liguria, Scarpati. "Non più colate di cemento, ma un uso sempre più razionale delle acque, dando responsabilità a chi il territorio lo vive maggiormente."
In conclusione Radiuk ha evidenziato il percorso condiviso che ha portato alla stesura del nuovo regolamento, ringraziando la Commissione locale del Paesaggio, il Tavolo Verde, professionisti, imprese, cittadini e gli uffici comunali, con un particolare riferimento all'ingegner Briano e al geometra Ferrua. "Gli obiettivi più importanti non possono essere raggiunti da soli, ma soltanto attraverso il confronto e la collaborazione. Sono molto soddisfatto del lavoro svolto".