La questione del termovalorizzatore continua ad alimentare il dibattito politico a Cairo Montenotte. I gruppi di minoranza hanno presentato un’interrogazione urgente sulla procedura avviata da Arlir e Regione Liguria per la realizzazione dell’impianto di gestione dei rifiuti d’ambito, ma l’atto non è stato inserito nell’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale.
L’iniziativa porta la firma di Renzo Berretta, Fulvio Briano, Giorgia Ferrari, Alberto Poggio e Lisa Tortarolo. Le opposizioni chiedono al sindaco Paolo Lambertini e alla giunta quali azioni intendano mettere in campo per ribadire la contrarietà al progetto, anche nelle sedi giudiziarie.
"Nei giorni scorsi si sono chiusi i termini fissati dalla Regione e dall’Agenzia regionale per i rifiuti per la presentazione delle proposte degli operatori economici interessati a realizzare un inceneritore", attaccano i consiglieri. "Tutte le aziende che avevano partecipato alla manifestazione di interesse, tranne una che non aveva indicato il sito, hanno individuato la Val Bormida e in particolare Cairo e Cengio".
Secondo la minoranza, la procedura starebbe andando avanti senza tenere conto della contrarietà manifestata dal territorio, dai cittadini e dalle associazioni che negli ultimi mesi hanno partecipato alle assemblee e ai consigli comunali dedicati al tema.
"Il tempo sta stringendo", insistono. "L’interrogazione era stata protocollata nei termini utili per essere discussa. Nonostante questo, il sindaco ha scelto di non inserirla all’ordine del giorno, costringendoci a chiedere la convocazione di un consiglio straordinario".
"Che cosa si aspetta? Che venga posata la prima pietra, quando sarà troppo tardi per opporsi?", chiedono le opposizioni. "L’interesse degli operatori e della Regione sembra ormai rivolto alla valle e a Cairo. Non è più il tempo di rinviare".
Il sindaco Lambertini respinge le accuse: "La nostra contrarietà è nota da tempo e siamo pronti a intraprendere qualunque azione. Non abbiamo bisogno dell’aiuto di nessuno, come già accaduto con Italiana Coke. Al momento, però, non ci sono elementi concreti per stabilire quali iniziative assumere. La posizione resta ferma, come già espresso insieme agli altri sindaci della valle nei mesi passati: non ci sono le condizioni per ospitare l’impianto".