Il nuovo Piano organizzativo aziendale di Asl 2 accende lo scontro politico. A criticare duramente il documento è il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello, che punta il dito soprattutto contro la decisione di accorpare il reparto di Malattie infettive dell'ospedale San Paolo di Savona con quello di Sanremo, con la conseguente soppressione della struttura complessa nel capoluogo savonese.
"Il nuovo Piano organizzativo aziendale presentato da Asl 2 rappresenta l’ennesimo schiaffo al territorio savonese e smentisce clamorosamente le promesse della destra sulla riorganizzazione della sanità. Il caso più grave riguarda il reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Paolo, che verrà accorpato a Sanremo, cancellando di fatto la struttura complessa a Savona. Una scelta gravissima che avevamo già denunciato nei mesi scorsi, quando questa ipotesi iniziava a circolare, chiedendo alla Giunta di difendere un presidio fondamentale per il nostro territorio. Oggi, invece, quella struttura viene cancellata", dichiara il consigliere regionale PD Roberto Arboscello commentando il Piano organizzativo aziendale.
Secondo l'esponente dem, la scelta rischia di privare il territorio di un servizio strategico, anche alla luce delle lezioni lasciate dalla pandemia e delle caratteristiche del comprensorio savonese.
"È una decisione incomprensibile. Sul San Paolo gravitano oltre 100 mila cittadini e la pandemia avrebbe dovuto insegnare quanto sia strategico poter contare su un reparto di Malattie infettive autonomo. In quei mesi abbiamo riconosciuto il valore e il sacrificio di medici e operatori sanitari che hanno affrontato un’emergenza senza precedenti. Oggi, invece, il loro lavoro viene mortificato con un taglio che colpisce non solo i professionisti, ma un intero territorio. Ancora più assurda è la scelta se si considera il ruolo di Savona, città con uno dei principali porti commerciali e turistici del Paese, attraversato ogni anno da migliaia di passeggeri. È evidente che un ospedale come il San Paolo non possa essere privato di una specialità così strategica proprio per le caratteristiche del territorio e per le esperienze che abbiamo vissuto.
Non può nemmeno essere utilizzata come alibi una rigida interpretazione del decreto Balduzzi. In Liguria quella normativa viene derogata più volte proprio per tenere conto della conformazione geografica, della viabilità e delle peculiarità del territorio. Se si è voluto derogare in altri casi, non si capisce perché non si sia cercata una soluzione per salvaguardare Malattie infettive a Savona", sottolinea.
Arboscello critica inoltre l'impostazione complessiva della riorganizzazione sanitaria regionale, sostenendo che gli obiettivi annunciati dalla Giunta non trovino riscontro nelle scelte contenute nel nuovo piano.
"La riforma sanitaria voluta dalla Giunta Bucci era stata presentata come uno strumento per ridurre i costi amministrativi, semplificare l’organizzazione e migliorare i servizi ai cittadini. Il risultato è esattamente l’opposto. Basta leggere il nuovo organigramma per rendersi conto che quei proclami sono rimasti sulla carta. Tra le scelte più incomprensibili c’è anche l’accorpamento delle Anatomie patologiche, con la creazione di due sole strutture per le cinque Asl liguri. Gli anatomopatologi lavorano quotidianamente all’interno delle équipe multidisciplinari, partecipano alla discussione dei casi clinici e rappresentano una figura essenziale nei percorsi diagnostici e terapeutici. Allontanarli dagli ospedali e concentrare l’attività in poche sedi significa indebolire il lavoro di squadra e rischiare di peggiorare la qualità dell’assistenza", conclude Arboscello.