Val Bormida - 04 agosto 2026, 15:51

Impianti eolici nel savonese, l'allarme delle associazioni: "L’ennesimo assalto a cavallo di Ferragosto"

62 pale installate su un fronte di circa 20 km: "Il territorio dice basta a progetti 'calati dall’alto'". Appello ai Sindaci

"Torna l’incubo dei grandi impianti eolici ad alto impatto ambientale nell’entroterra della provincia di Savona. Con una tempistica che appare quasi strategica – a ridosso delle vacanze di Ferragosto – arrivano a scadenza i termini per la presentazione delle osservazioni contro nuovi e impattanti progetti".

 Le associazioni del territorio alzano nuovamente la voce per denunciare quella che definiscono una vera e propria "speculazione industriale" ai danni di un ecosistema già fragile e ampiamente saturo. 

"L’entroterra savonese, e in particolare la Valle Bormida, ha già dato il suo contributo alla produzione energetica: attualmente si contano 62 pale eoliche installate, per la gran parte concentrate in una linea di circa 20 chilometri lineari. Un’alta densità che rischia di essere ulteriormente aggravata da aerogeneratori di nuova generazione alti oltre 200 metri, la cui installazione richiederà piste d'accesso d'impatto devastante, alterando per sempre l'orografia e la sicurezza idrogeologica dei luoghi" dicono il Coordinamento Tutela Monte Cerchio, WWF Savona, Comitato Bric Surite, Associazione per la Rinascita della Valle Bormida ODV, Comitato contro i progetti eolici: Bric dei Mori, Bric dell’Eremita, Sassello Forte Lodrino e altri progetti eolici sul territorio di Pontinvrea e dintorni.

 I Progetti in scadenza sono: Bric delle Rocche (Dego, Cairo), Bric del Vento/Cravarezza (Mallare, Calice), Camulera (Osiglia, Murialdo). 

"Ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo di calare dall’alto progetti con una carenza progettuale sconfortante - denunciano i rappresentanti delle associazioni territoriali - Ci sono proposte che prevedono l'allaccio a sottostazioni ad oggi inesistenti — i cui progetti sono già stati bocciati dai Ministeri competenti — o che si sovrappongono, come nel caso 'Cravarezza', ad altre opzioni anch'esse recentemente respinte a livello ministeriale. È una modalità d'agire superficiale che non tiene in alcuna considerazione il valore dei nostri territori. La contraddizione: industria energetica contro turismo outdoor Il contrasto è prima di tutto di visione politica ed economica. Mentre la Regione e gli enti locali investono per posizionare la Valle Bormida e il savonese come meta di eccellenza per il turismo outdoor, valorizzando parchi naturali e aree protette, questi interventi rischiano di trasformare aree preziose in veri e propri distretti industriali di produzione energetica. A questo si aggiunge l'estrema fragilità idrogeologica del territorio, dove gli eventi atmosferici estremi degli ultimi anni hanno ampiamente dimostrato quanto sia rischioso modificare l'equilibrio dei versanti con scavi e infrastrutture invasive. 

Le associazioni stanno già programmando una serie di assemblee pubbliche nei Comuni interessati per informare i cittadini e organizzare la resistenza legale e sociale. 

Contestualmente, viene rivolto un forte appello ai Sindaci e alle Amministrazioni locali: "Chiediamo con forza ai Comuni coinvolti di intervenire ufficialmente presentando pareri che mettano in luce l'inconsistenza tecnica di queste proposte. La gente della Valle Bormida è stanca di essere considerata solo come una terra da sfruttare. Non è questo il futuro che vogliamo per le nostre valli e contrasteremo questi progetti assurdi in tutte le sedi opportune." 

Comunicato Stampa