Savona - 06 agosto 2026, 15:40

Centrale 118, Gemelli e Burlando (PD): “La Regione cambia idea ogni anno. Prima Albenga, oggi Genova: il vero problema è che un progetto non c’è"

"Per il quinto anno consecutivo l’Assessore ha scelto di non partecipare a una Commissione su un tema così delicato. È un’assenza grave"

"Dalla Commissione consiliare di ieri non è emersa una visione sul futuro del sistema di emergenza-urgenza ligure. Sono emerse invece tutte le criticità di una Regione che arriva in ritardo sulle innovazioni organizzative e tecnologiche".

Queste le parole dei consiglieri comunali di maggioranza a Savona del Partito Democratico Alessandra Gemelli e Luca Burlando in merito all'accorpamento della centrale operativa del 118 discussa ieri in Comune.

"Ci aspettavamo che la Commissione potesse chiarire due aspetti fondamentali: da un lato le ragioni che spingono la Regione a concentrare in un’unica sede la Centrale Operativa del 118, dall’altro quali garanzie concrete questa scelta offrirebbe ai cittadini e agli operatori. Purtroppo nessuna di queste risposte è arrivata. Nel corso della Commissione i tecnici incaricati dalla Regione hanno illustrato una serie di interventi per migliorare il sistema dell’emergenza-urgenza. Si tratta di proposte condivisibili, che riguardano aspetti organizzativi, tecnologici e gestionali, ma che non spiegano in alcun modo perché tali miglioramenti debbano necessariamente passare attraverso l’unificazione della Centrale Operativa. Se c’è un elemento che emerge con chiarezza è piuttosto un altro: la Liguria è in ritardo su molti aspetti dell’organizzazione del sistema di emergenza - spiegano i consiglieri dem - Per il quinto anno consecutivo l’Assessore ha scelto di non partecipare a una Commissione su un tema così delicato. È un’assenza grave, perché impedisce qualsiasi confronto politico sulla visione e sulla programmazione sanitaria della Regione. I tecnici possono illustrare dati e scenari, ma le scelte strategiche spettano alla politica. E proprio quella politica ieri non c’era".

"Il dubbio che emerge è che non esista un progetto complessivo. Solo un anno e mezzo fa la soluzione prospettata era il trasferimento della Centrale savonese ad Albenga; oggi la proposta è quella di unificare tutte le centrali a Genova. Due impostazioni completamente diverse che dimostrano come la Regione continui a cambiare direzione senza presentare una strategia chiara per il futuro del sistema di emergenza-urgenza - prosegue - Proprio mentre a livello nazionale si discute dell’evoluzione del modello organizzativo dell’emergenza-urgenza su base provinciale, la Liguria decide di compiere una scelta così radicale senza aver spiegato quale sia la visione di lungo periodo. È un elemento che aumenta le nostre preoccupazioni e rende ancora più necessario un confronto pubblico e trasparente".

"La sensazione è che il principale criterio che stia guidando questa scelta sia quello del contenimento dei costi. Se così fosse, sarebbe un errore. Quando si parla del sistema 118 la priorità non può essere il risparmio economico, ma la qualità del servizio, la sicurezza dei cittadini e le condizioni di lavoro degli operatori - concludono Gemelli e Burlando - Continueremo a chiedere chiarezza e trasparenza. Su un servizio essenziale come l’emergenza-urgenza non possono esserci decisioni calate dall’alto né cambi di rotta continui. A pagare il prezzo dell’assenza di una programmazione rischiano di essere ancora una volta i cittadini liguri e i professionisti che ogni giorno garantiscono il funzionamento del 118".

Comunicato Stampa