Il futuro della cava Giambrigne torna al centro del dibattito a Bormida. Il Comitato Libero "No alla Cava" ha infatti convocato, per mercoledì 12 agosto alle ore 21, nella nuova piazza comunale in località Chiesa, un'assemblea pubblica per aggiornare la cittadinanza sull'iter autorizzativo e sulla possibile ripresa dell'attività estrattiva.
Al centro dell'incontro ci sarà la procedura attualmente in corso presso la Regione Liguria. Secondo quanto riferito dal comitato, dopo la sentenza del Tar Liguria del 16 marzo 2026, la Regione avrebbe rilasciato alla società Giambrigne l'autorizzazione all'esercizio dell'attività estrattiva. Per poter procedere con la coltivazione della cava, tuttavia, sarà necessario ottenere una nuova Valutazione di Impatto Ambientale.
Un passaggio che ha già fatto scattare l'attenzione del comitato. Il 20 luglio scorso, infatti, la Giambrigne Srl avrebbe presentato alla Regione la richiesta di verifica di assoggettabilità del progetto alla VIA regionale. Il procedimento è in corso e, secondo quanto riportato dal comitato, "a metà agosto si aprirà la fase pubblica", con 30 giorni di tempo durante i quali "enti, associazioni e cittadini potranno presentare le proprie osservazioni".
Il Comitato annuncia che l'assemblea servirà anche a chiarire "modalità e termini della procedura regionale" e la successiva fase di partecipazione.
Non mancano le preoccupazioni legate alla vicinanza del sito estrattivo al centro abitato. La cava, sottolineano i promotori, si troverebbe "a circa 500 metri di distanza dalla località Chiesa, il centro del Paese e altrettanti dalla frazione di Pian Soprano e a meno di 200 metri dalle case abitate e dalle attività ricettive presenti".
Secondo il comitato, ciò comporterebbe "gravi disagi per la comunità, legati in particolare all'inquinamento acustico, al rischio idrogeologico, alla dispersione di polveri nell'aria e all'aumento significativo del traffico pesante sulle strade cittadine".
Nel comunicato viene inoltre ribadita la posizione del gruppo: "Oltre alla difesa dell’ambiente, al centro della nostra battaglia c'è la tutela della sicurezza dei cittadini, della qualità della vita a Bormida e del valore delle proprietà sul nostro territorio. Non è giusto che gli interessi di pochi possano portare svantaggio all'intera comunità, intaccando l’identità stessa del nostro paese".