Dopo settimane di caldo eccezionale, la svolta potrebbe essere finalmente vicina: a indicare la finestra temporale per un possibile cambiamento è Paolo Bonino, previsore di Limet, che invita però alla cautela: i modelli meteorologici mostrano segnali sempre più concordi per un deciso ridimensionamento dell'alta pressione tra il 20 e il 21 agosto, ma la distanza temporale impone ancora prudenza.
"Dal punto di vista del caldo ci sono finalmente delle buone notizie - spiega Bonino -. Prendiamole ancora con un po' di cautela, perché quando si guardano i modelli a quattro o cinque giorni abbiamo un panorama previsionale che può arrivare anche a 15 giorni, ma ovviamente più si va avanti con la scadenza previsionale più l'affidabilità diminuisce".
Una difficoltà che aumenta soprattutto quando ci si trova di fronte ad anomalie atmosferiche eccezionali come quella che sta interessando l'Europa e il Mediterraneo. "Sul medio termine, anche a 4-5 giorni, il modello tende a sottostimare questa anomalia: non la vede bene. A quattro giorni sembra che entri una perturbazione, poi, man mano che arrivano dati freschi, il modello si accorge dell'anomalia e fa cambiare tutto".
Anche l'ultima fase di instabilità, che avrebbe dovuto rappresentare un primo cambio di passo, si è rivelata molto meno incisiva del previsto. "Quella che ci ha interessato ieri ha prodotto due temporali sul mare, molto scenografici, e altri temporali nell'entroterra, ma per il resto non ha fatto praticamente nulla - osserva Bonino -. Doveva essere la svolta annunciata, ma si è rivelata una normale ondulazione che porta soltanto uno o due gradi in meno".
Questa volta, però, i segnali sembrano più solidi. "Per il 20 e il 21 sembra che sia la volta buona. Il segnale che arriva praticamente da tutti i modelli fa vedere un abbattimento di questa bolla di aria calda, di questa enorme alta pressione che sta interessando non soltanto l'Italia, ma gran parte dell'Europa centro-occidentale".
Un'anomalia che ha avuto conseguenze pesanti in diversi Paesi europei, dalla Francia alla Germania, dall'Inghilterra alla Spagna, con ripercussioni sugli ecosistemi, sugli incendi e sulle infrastrutture. La possibile svolta sarebbe legata al ritorno delle correnti atlantiche.
"Finalmente le correnti atlantiche piano piano dovrebbero spingere e limare questa bolla di aria calda, farla affossare magari verso il Nord Africa e consentire l'ingresso di aria più fresca, accompagnando anche una perturbazione".
Il cambiamento potrebbe però avere anche un lato problematico, soprattutto per quanto riguarda il rischio di fenomeni temporaleschi intensi. "Tra il 20 e il 21 sembra che questa perturbazione, oltre a spazzare via questa ondata di caldo, introduca anche dei temporali di forte intensità soprattutto sul Centro-Nord. Questo sarà un problema successivo, da valutare in un secondo tempo, perché siamo ancora a giorni di distanza ed è un po' presto per dire quali saranno le zone colpite".
A preoccupare è soprattutto la grande quantità di calore accumulata in queste settimane, che potrebbe alimentare fenomeni particolarmente intensi. "Quando si ha a che fare con delle masse di aria più fredda che scorrono sopra questo substrato bollente, riscaldato da mesi e mesi di temperature assurde, e sopra c'è anche il mare, il rischio aumenta".
Anche il Mediterraneo ha infatti accumulato una quantità eccezionale di energia termica. "Adesso abbiamo temperature marine attorno ai 30 gradi, mentre dovremmo essere a 24: siamo sei gradi al di sopra della media".
Un surplus di calore che, con l'arrivo di aria più fresca, può tradursi in fenomeni atmosferici intensi. "Quando arriva una perturbazione con aria fredda, questo calore, che è energia termica, viene convertito in altre forme di energia: il vento, la grandine, la pioggia, l'energia elettrica, i fulmini".
Nel breve periodo, però, non sono attesi cambiamenti significativi. "Oggi e domanì ancora non dovrebbe succedere nulla - chiarisce Bonino -. Le temperature saranno leggermente meno alte rispetto a Ferragosto, ma sempre attorno ai 30-31 gradi. Sentiremo quindi ancora caldo".
La situazione potrebbe cambiare tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto, quando è atteso il possibile passaggio della perturbazione. E, se la tendenza dei modelli sarà confermata, la parte finale del mese potrebbe riservare una sorpresa ancora più marcata.
"A guardare le mappe, l'ultima settimana di agosto potrebbe addirittura trascorrere sotto media termica. Sembra che proprio l'Atlantico riesca a sconfiggere questa bolla di aria calda e portarci finalmente delle temperature prima in media, togliendo l'eccesso di caldo che abbiamo adesso, e poi forse addirittura un pochino sotto la media verso la fine del mese".
Un eventuale ritorno alla normalità potrebbe però essere percepito dalla popolazione come un brusco raffreddamento. "Sicuramente la gente sentirà freddo, perché ormai si è abituata a vivere al caldo. Quando arriveranno queste correnti che porteranno solamente la temperatura magari attorno alla media, l'opinione pubblica dirà: 'Che freddo che fa'. In realtà andremo solamente nella media".
Un effetto legato anche all'adattamento del nostro organismo alle temperature eccezionalmente elevate delle ultime settimane. "Siamo talmente abituati a vivere al di sopra della media che un semplice ritorno in media ci sembrerà freddo", osserva l'esperto.
Il problema riguarda soprattutto gli ecosistemi. "Il nostro corpo tende ad abituarsi. Chi non si abitua è la biodiversità che ci circonda: gli animali, le piante, i pesci, il mare. E tutto questo chiaramente non si abitua. Possono quindi esserci problemi agli ecosistemi".
Lo stesso discorso vale per il rischio legato agli incendi e all'eventuale arrivo di precipitazioni abbondanti. "Dopo tutti quegli incendi sulle Alpi arriveranno delle piogge molto forti su suoli aridi, e si può immaginare cosa potrebbe succedere".