A fine giugno l’80,69% degli interventi finanziati con il Pnrr di cui Regione Liguria è soggetto attuatore risulta concluso, con una stima che ad oggi sale a circa l’85% delle opere completate. In particolare, su 259 progetti che hanno visto l’Ente di piazza de Ferrari titolare della realizzazione, per complessivi 670.197.759,61 euro di risorse assegnate, lo stato di avanzamento - aggiornato al 31 giugno - vede 209 interventi conclusi, 15 in fase di collaudo e 33 in fase avanzata di esecuzione, mentre due erano in fase di affidamento. È quanto emerge dal sito dedicato all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del PNC-Piano nazionale complementare realizzato da Regione e aggiornato con cadenza trimestrale per monitorare in modo costante e puntuale l’andamento degli interventi.
“A differenza di alcune notizie riportate in queste ore, il quadro che emerge conferma un livello di realizzazione quasi integrale – dichiara il presidente della Regione Liguria Marco Bucci – a testimonianza di una capacità attuativa significativa rispetto agli obiettivi e alle tempistiche previste dal piano nazionale di ripresa e resilienza. Non solo: i dati sono aggiornati a fine giugno, per cui possiamo dire che oggi i progetti completati sono la quasi totalità, compresi quelli che erano nella fase del collaudo. Voglio ricordare – prosegue il presidente – che a maggio la Liguria è stata indicata dal governo tra le Regioni più virtuose, punto di riferimento a livello nazionale, in particolare in relazione all’attuazione della Missione 6 – Salute del Pnrr, superando anche i target previsti ad esempio per le Case della comunità, che in Liguria sono 32 a fronte delle 30 in programma, per gli Ospedali della comunità e le grandi apparecchiature diagnostiche, rispettivamente 12 e 68 rispetto al target di 10 e 61 previsto dal Piano”.
Rispetto ai dati diffusi dal Centro Studi di Camera e Senato, elaborati sulla base della piattaforma nazionale REGIS, Regione specifica che il numero di progetti sul proprio sito risulta più basso perché, per ragioni di efficienza e semplicità di consultazione, gli interventi che non presentano un unico CUP sono stati accorpati e, di conseguenza, conteggiati come un singolo intervento mentre su REGIS sono costituiti da più CUP distinti.