Attualità - 27 agosto 2026, 09:30

Cosseria, una statua per padre Albano Passarotto: il missionario che dedicò la vita agli ultimi in Madagascar

Originario del Polesine, arrivò in Val Bormida dopo l’alluvione del 1951. Il missionario vincenziano è scomparso nel 2020 e ora il paese lo ricorda con un’opera dello scultore piemontese Ivano Ghiglia

Una statua per ricordare padre Albano Passarotto, il missionario vincenziano scomparso nel luglio 2020 all’età di 80 anni. Originario del Veneto, si era trasferito a Cosseria con la famiglia dopo l’alluvione del Polesine del 1951 e proprio qui aveva mantenuto le proprie radici, prima di dedicare gran parte della vita alla missione in Madagascar.

A raccontare l’iniziativa è il sindaco Roberto Molinaro. "Padre Albano era originario della provincia di Rovigo e, dopo l’alluvione del ’51, si trasferì con i genitori, i fratelli e una sorella. Poi scelse il seminario, diventò sacerdote e nel 1967 venne destinato in Madagascar".

Da allora il suo impegno è stato rivolto soprattutto alle comunità più povere. Nelle zone rurali dove operava si occupava dei bambini, sostenendo le scuole e cercando di garantire alle famiglie anche il necessario per vivere. Per farlo raccoglieva fondi in Italia, attraverso aziende, istituzioni e privati, destinandoli poi ai progetti della missione.

Negli anni è nato anche il gruppo "Mani di Fate", formato da donne tuttora attive, che durante le sagre estive organizzano un banco di beneficenza. Il ricavato, spesso di qualche migliaio di euro, veniva destinato ai progetti di padre Albano in Madagascar.

Quando tornava in Italia, il missionario raccontava la vita delle comunità che aveva scelto di accompagnare. Storie di povertà, ma anche di dignità e serenità, raccolte in luoghi spesso difficili da raggiungere. "Non ha fatto carriera perché si è sempre dedicato agli umili – ricorda Molinaro –. Umile fra gli umili, essenziale fra i semplici".

Durante la pandemia di Covid-19 padre Albano si ammalò e morì in Madagascar, dove fu poi sepolto.

Ora Cosseria vuole conservarne la memoria con una statua, realizzata dallo scultore piemontese Ivano Ghiglia. La scultura raffigura padre Albano con in braccio un bambino e una bambina. Lo sguardo della bambina è rivolto verso la scuola, creando un legame simbolico con il luogo in cui padre Albano ha mantenuto le proprie radici.

Un omaggio a un uomo che ha lasciato un legame profondo con la comunità della Val Bormida e con le persone che, dall’altra parte del mondo, ha accompagnato per oltre cinquant’anni.