Ora potrà nuotare fino in Paradiso, come aveva detto il suo collega Werther Secchi, per ricordarlo. Una folla commossa, composta e silenziosa si è riunita questa mattina, 27 agosto, all’area crematoria di Zinola per l’ultimo saluto a Fabrizio Valente, il bagnino savonese di 62 anni morto ad Andora nel tentativo di salvare una coppia in difficoltà in mare. Sul feretro un foulard della "Mare e monti in Panda".
Amici, conoscenti, colleghi con la maglia del Salvamento e semplici cittadini hanno voluto stringersi attorno alla famiglia e ricordare un uomo che non ha esitato a mettere a rischio la propria vita per aiutare gli altri, con la grande generosità che lo ha sempre contraddistinto.
Il ricordo di Fabrizio valente è stato affidato a Don Giovanni Lupino ed è intervenuto anche il presidente dell'Associazione Bagni Marini Enrico Schiappapietra; il saluto a Valente è stato sottolineato da più applausi per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio., accompagnato da fumogeni colorati all'arrivo del fertro e dai clacson delle auto della "Mare Monti in Panda".
Valente era conosciuto da molti non soltanto per il suo lavoro di assistente bagnanti. Per anni aveva lavorato sulla costa savonese, anche ai Bagni Iris e ai Bagni Torino, prima di approdare, dodici anni fa, alla spiaggia della Fondazione Sacra Famiglia di Andora, dove aveva continuato a svolgere il suo lavoro con particolare attenzione alle persone con disabilità e alle loro famiglie. La Fondazione lo ha ricordato come una persona solare e socievole, capace di instaurare un rapporto speciale con i ragazzi che accompagnava in acqua durante le estati.
Ma Fabrizio era anche un uomo molto conosciuto nel mondo del volontariato e nello sport. Faceva parte della Croce d’Oro di Albissola Marina, realtà alla quale era profondamente legato. La pubblica assistenza lo ha ricordato sottolineando proprio quel principio di altruismo che aveva contraddistinto il suo impegno e che, anche nel giorno della tragedia, lo aveva spinto a intervenire senza esitazione.
Accanto all’attività di bagnino e al volontariato, Fabrizio aveva anche un’attività nel settore degli spettacoli e degli eventi con la sua Fabrizio Valente Fireworks, legata alla realizzazione di spettacoli pirotecnici. Un altro tassello di una vita molto attiva, fatta di lavoro, relazioni e tanti contatti con la comunità savonese.
La tragedia si era consumata nelle acque di Andora, dove Valente era intervenuto per soccorrere una coppia in difficoltà. Dopo aver contribuito a portare a riva la donna, era tornato in mare per raggiungere il marito, Luigi Fasano, 66 anni. Era riuscito a riportarlo verso la riva, ma poco dopo era stato colto da un malore. Nonostante i soccorsi, per entrambi non c’era stato nulla da fare.
Il dolore per la sua scomparsa ha coinvolto tutto il litorale savonese. Mercoledì le spiagge della provincia si sono fermate per un minuto di silenzio in sua memoria, mentre in diversi stabilimenti le bandiere sono state issate a mezz’asta.
Tra i ricordi più toccanti c’è quello del collega Werther Secchi, che quel giorno si trovava in acqua con lui. Secchi ha raccontato di aver visto Fabrizio partire senza esitazione verso il mare e ha scelto per lui un ultimo saluto che racchiude tutta la sua vita da bagnino: "Nuota fino in paradiso".
Intanto, per Fabrizio è stata avanzata anche la proposta di conferimento della Medaglia al Valor Civile alla memoria, in riconoscimento del gesto compiuto durante il tentativo di salvataggio.
In memoria di Fabrizio Valente è stata promossa una raccolta fondi a favore della P.A. Croce d’Oro di Albissola Marina: le donazioni, effettuarli tramite bonifico o direttamente in sede, serviranno ad acquistare nuove attrezzature per i mezzi di soccorso.