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Sanità | 28 agosto 2026, 18:12

Sanità, nelle case della comunità savonesi dell'Asl2 a luglio 3738 accessi, in 7 mesi 9mila

140 ogni 10mila abitanti. Al via la fase sperimentale per effettuare esami diagnostici

Sono stati 65.069 gli accessi ai medici di medicina generale presenti nelle Case della Comunità della Liguria tra gennaio e luglio 2026. È questo il dato che emerge dal report di ATS e che conferma come le Case della Comunità e i loro servizi, in particolare l’assistenza primaria, stiano entrando progressivamente nelle abitudini dei liguri.

Nell’ambito di questo percorso è inoltre in fase di sperimentazione la possibilità di effettuare alcuni esami diagnostici direttamente nelle Case della Comunità, durante la visita con il Medico di Medicina Generale o nelle ore immediatamente successive. Si tratta di un servizio aggiuntivo che consente di affiancare alla valutazione del medico anche alcuni accertamenti diagnostici, rendendo la risposta sanitaria più completa, tempestiva e vicina alle esigenze delle persone.

In valore assoluto, ASL5 (18.234) e ASL3 (18.173) registrano i volumi più elevati. Rapportando i dati alla popolazione, ASL5 raggiunge 861,0 accessi ogni 10.000 abitanti. In particolare, è stata la Casa della Comunità Hub della Spezia di via XXIV Maggio a registrare il maggior numero di accessi per quanto riguarda l’assistenza primaria.

“I riscontri sugli accessi sono positivi soprattutto perché si confermano in crescita costante un mese dopo l'altro – sottolinea Marco Bucci, presidente della Regione Liguria -. L'introduzione di queste strutture nel sistema sanitario è una novità che richiede una sempre maggior conoscenza da parte dei cittadini dei servizi offerti e dell'opportunità di rivolgersi alle Case della Comunità per problematiche a non alta complessità e urgenza. Regione Liguria è impegnata in una capillare opera di informazione ed è importante sapere che siamo sulla strada giusta. La crescita di accessi ha sicuramente sgravato in parte la pressione sui pronto soccorso, ma ha anche contribuito ad aumentare il servizio: i cittadini hanno ricevuto un maggior numero di risposte alle loro esigenze dal sistema sanitario regionale”.

“I dati sul numero di accessi ai medici di medicina generale ci raccontano – dichiara l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò – che sempre più persone, ogni giorno, si recano alle Case della Comunità. Ci raccontano che su tutto il territorio ligure, senza eccezioni, si sta beneficiando di un’assistenza sanitaria di prossimità innovativa, frutto di un grande investimento economico e umano. Presentiamo questi dati non solo per celebrare un successo, ma per ringraziare tutti i medici di medicina generale gli infermieri che li affiancano ogni giorno con passione e professionalità. Le Case della Comunità sono un punto di riferimento per i servizi sociosanitari sul territorio e, grazie all’impegno di Regione, ATS, Comuni, ordini professionali e terzo settore, lo diventeranno sempre di più”.

“Le Case della Comunità – spiega il direttore generale di ATS Liguria Marco Damonte Prioli – sono strutture pensate per dare risposte sempre più vicine alle cittadine e ai cittadini, dove possono trovare servizi adeguati e tempistiche più rapide. Rivolgersi ai punti di prossimità significa ricevere assistenza senza dover ricorrere necessariamente all’ospedale, garantendo una presa in carico che guarda sia all’aspetto sanitario sia a quello sociale. Pertanto, la presenza dei medici di medicina generale, ai quali va il mio plauso, sta dando un contributo importante all’universo delle Case della Comunità”.

Alle parole del DG di ATS Liguria fanno eco quelle del direttore sociosanitario di ATS Liguria Pierluigi Vinai: “E’ una questione di abitudine del cittadino a rivolgersi a quel luogo quando ha un problema: il tema è quello di non andare al pronto soccorso, se mi viene qualcosa, deve diventare spontaneo e abituale andare lì, come andare dal farmacista. Andare alla Casa della Comunità è gratuito e non c’è bisogno di prescrizione medica o prenotazione. Le Case della Comunità stanno iniziando a essere quei luoghi dove trovare risposte e consulti semplici, un connubio che evidenzia l’unione tra la vocazione sociale e sanitaria. Sono presidi sul territorio vivi, un vero e proprio punto di riferimento per la cittadinanza”.

«I dati relativi agli accessi ai Medici di Medicina Generale nelle Case della Comunità dell’Area 2 mostrano con chiarezza quanto questo modello organizzativo stia diventando, progressivamente, un punto di riferimento concreto per i cittadini. Nei primi sette mesi del 2026 sono stati registrati 9.003 accessi, a fronte di una popolazione di 266.910 abitanti, con un dato che è cresciuto in maniera molto significativa nel corso dei mesi: dai 79 accessi di gennaio si è arrivati ai 3.738 di luglio, con un incremento di oltre 46 volte" il commento di Monica Cirone, Direttore di Area 2-ATS Liguria sui dati specifici sulla situazione che riguarda l’Area Savonese.

"Questo risultato è particolarmente significativo perché racconta non soltanto un numero di accessi, ma l'avvio di un cambiamento nel modo in cui i cittadini possono trovare risposta ai propri bisogni di salute sul territorio. Oggi nell’Area Sociosanitaria Locale 2 sono operative sei Case della Comunità: quattro Hub, a Savona, Cairo Montenotte, Finale Ligure e Albenga, attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e due Spoke, a Vado Ligure e Pietra Ligure, aperti dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20 - prosegue - È un traguardo che nasce da un percorso importante e da un grande lavoro organizzativo e professionale. La prima Casa della Comunità, quella di Albenga, è stata inaugurata il 6 febbraio 2025; poco più di un anno dopo, l’8 aprile 2026, sono state aperte le Case della Comunità di Savona e Vado Ligure, completando così la rete prevista sul territorio dell’Area 2".

«Abbiamo lavorato per costruire una rete capace di avvicinare i servizi ai cittadini e di offrire risposte più accessibili e integrate, valorizzando il ruolo della medicina generale all’interno della sanità territoriale. Le Case della Comunità, però, non devono essere considerate realtà separate dall’ospedale: il loro obiettivo è lavorare in integrazione con i Pronto Soccorso, costruendo un percorso condiviso che consenta di indirizzare i cittadini verso la risposta assistenziale più appropriata, rafforzando il collegamento tra territorio e ospedale. In questo percorso desidero ringraziare in particolare il dottor Alessandro Riccardi e la dottoressa Grazia Guiddo, per la collaborazione e per il lavoro svolto insieme nel ricercare la migliore sinergia possibile tra ospedale e territorio.

Il dato di luglio, con 3.738 accessi in un solo mese, ci indica che questa rete sta entrando concretamente nelle abitudini dei cittadini e che il percorso intrapreso sta producendo risultati.

Naturalmente si tratta di un processo in evoluzione: le Case della Comunità devono continuare a consolidarsi e a sviluppare pienamente le loro potenzialità. Ma il risultato raggiunto rappresenta già un passaggio fondamentale per l’assistenza di prossimità, perché significa portare la sanità più vicino alle persone, facilitare l’accesso alle cure e costruire un sistema territoriale sempre più capace di rispondere ai bisogni della popolazione.

Il nostro obiettivo è proseguire su questa strada, consolidando il lavoro svolto e facendo delle Case della Comunità uno dei cardini della sanità territoriale dell’Area 2 di ATS Liguria».

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