Attualità - 29 agosto 2026, 17:38

Italiana Coke, i sindacati: "Chiudere senza trasparenza e senza un piano per 400 lavoratori sarebbe una pazzia"

I sindacati riconoscono la necessità di intervenire sull'inquinamento, ma contestano l'ipotesi di chiusura

Cresce la preoccupazione dei sindacati per la situazione ambientale legata allo stabilimento Italiana Coke di Cairo Montenotte. FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL intervengono sulle recenti segnalazioni relative alle criticità ambientali e sulle ipotesi di chiusura dell'impianto, chiedendo chiarezza sul futuro del sito e sulle prospettive occupazionali.

"Le segreterie sindacali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL registrano con preoccupazione le crescenti segnalazioni di peggioramento delle criticità ambientali. Gli impianti devono garantire il rispetto delle normative in materia di inquinamento a salute pubblica, se necessario anche con investimenti e interventi immediati! In questo senso le critiche della politica e delle istituzioni sono legittime".

Secondo le organizzazioni sindacali, però, occorre interrogarsi anche sulla coincidenza tra gli ultimi episodi, le dichiarazioni sulla possibile chiusura dello stabilimento e le decisioni che riguardano il futuro industriale dell'area.

"Non può però passare inosservato che gli ultimi episodi e le dichiarazioni sulla chiusura arrivino proprio mentre si devono assumere decisioni sul termovalorizzatore e dopo che è stata resa pubblica un’ipotesi di riconversione delle aree della cokeria. Questa coincidenza solleva inevitabilmente delle domande: qual è il vero progetto industriale per il sito? Quali sono le cause precise degli ultimi episodi e delle ultime dichiarazioni? Crediamo che sia necessaria una ricostruzione tecnica indipendente e documentata".

I sindacati chiedono quindi che la questione ambientale non venga utilizzata come terreno di scontro politico in vista delle prossime elezioni amministrative.

"Con le elezioni amministrative del 2027 all’orizzonte, ambiente e occupazione non possono diventare strumenti da campagna elettorale. Noi non accettiamo strumentalizzazioni di questo tenore. Ben vengano i tavoli tecnici e gli accertamenti, ma parlare di chiudere uno stabilimento senza prima aver indagato sulle cause e ragionato sulle possibili soluzioni non è accettabile, soprattutto in un’area di crisi complessa come quella del savonese".

Al centro della presa di posizione c'è anche il tema dell'occupazione. Tra dipendenti diretti e lavoratori dell'indotto, spiegano FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL, sono circa 400 le persone che ruotano attorno all'Italiana Coke.

"Tra dipendenti diretti e indotto lavorano attorno all’Italiana Coke circa 400 persone. Chi parla con disinvoltura di chiusura ha un piano per ricollocarle e garantire il loro futuro? Le segreterie sindacali e i lavoratori chiedono da tempo gli interventi necessari per lavorare in sicurezza e senza inquinare. Se qualcuno ha in mente un progetto diverso, lo dica apertamente".

La posizione dei sindacati è netta: gli interventi necessari sul fronte ambientale e della sicurezza devono essere fatti, ma qualsiasi ipotesi di chiusura deve essere accompagnata da trasparenza e da un piano per i lavoratori.

"Le segreterie sindacali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL non rimarranno a guardare. Chiudere senza trasparenza e senza un piano per 400 lavoratori sarebbe una pazzia e faremo tutto ciò che è nelle nostre facoltà per impedirlo. Già nei prossimi giorni parleremo con i lavoratori per condividere tutti insieme un percorso di lotta".

Redazione