Cresce la preoccupazione dei sindacati per la situazione ambientale legata allo stabilimento Italiana Coke di Cairo Montenotte. FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL intervengono sulle recenti segnalazioni relative alle criticità ambientali e sulle ipotesi di chiusura dell'impianto, chiedendo chiarezza sul futuro del sito e sulle prospettive occupazionali.
"Le segreterie sindacali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL registrano con preoccupazione le crescenti segnalazioni di peggioramento delle criticità ambientali. Gli impianti devono garantire il rispetto delle normative in materia di inquinamento a salute pubblica, se necessario anche con investimenti e interventi immediati! In questo senso le critiche della politica e delle istituzioni sono legittime".
Secondo le organizzazioni sindacali, però, occorre interrogarsi anche sulla coincidenza tra gli ultimi episodi, le dichiarazioni sulla possibile chiusura dello stabilimento e le decisioni che riguardano il futuro industriale dell'area.
"Non può però passare inosservato che gli ultimi episodi e le dichiarazioni sulla chiusura arrivino proprio mentre si devono assumere decisioni sul termovalorizzatore e dopo che è stata resa pubblica un’ipotesi di riconversione delle aree della cokeria. Questa coincidenza solleva inevitabilmente delle domande: qual è il vero progetto industriale per il sito? Quali sono le cause precise degli ultimi episodi e delle ultime dichiarazioni? Crediamo che sia necessaria una ricostruzione tecnica indipendente e documentata".
I sindacati chiedono quindi che la questione ambientale non venga utilizzata come terreno di scontro politico in vista delle prossime elezioni amministrative.
"Con le elezioni amministrative del 2027 all’orizzonte, ambiente e occupazione non possono diventare strumenti da campagna elettorale. Noi non accettiamo strumentalizzazioni di questo tenore. Ben vengano i tavoli tecnici e gli accertamenti, ma parlare di chiudere uno stabilimento senza prima aver indagato sulle cause e ragionato sulle possibili soluzioni non è accettabile, soprattutto in un’area di crisi complessa come quella del savonese".
Al centro della presa di posizione c'è anche il tema dell'occupazione. Tra dipendenti diretti e lavoratori dell'indotto, spiegano FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL, sono circa 400 le persone che ruotano attorno all'Italiana Coke.
"Tra dipendenti diretti e indotto lavorano attorno all’Italiana Coke circa 400 persone. Chi parla con disinvoltura di chiusura ha un piano per ricollocarle e garantire il loro futuro? Le segreterie sindacali e i lavoratori chiedono da tempo gli interventi necessari per lavorare in sicurezza e senza inquinare. Se qualcuno ha in mente un progetto diverso, lo dica apertamente".
La posizione dei sindacati è netta: gli interventi necessari sul fronte ambientale e della sicurezza devono essere fatti, ma qualsiasi ipotesi di chiusura deve essere accompagnata da trasparenza e da un piano per i lavoratori.
"Le segreterie sindacali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL non rimarranno a guardare. Chiudere senza trasparenza e senza un piano per 400 lavoratori sarebbe una pazzia e faremo tutto ciò che è nelle nostre facoltà per impedirlo. Già nei prossimi giorni parleremo con i lavoratori per condividere tutti insieme un percorso di lotta".










