Un dialogo nato dalla memoria e cresciuto nell'amicizia. È questo il significato dell'incontro che si è svolto giovedì 27 agosto a Erli, dove gli autori del libro Cicatrici e i testimoni degli anni della Seconda guerra mondiale hanno incontrato un gruppo di villeggianti tedeschi legati da tempo al paese, in una serata che ha trasformato il ricordo delle ferite del passato in un messaggio di riconciliazione europea.
L'iniziativa, promossa dal Comune di Erli con il Raggruppamento Ingauno Volontari della Libertà (RIVL) e la collaborazione della Pro Loco, ha richiamato quasi cento persone, riunite per ascoltare le testimonianze raccolte nel volume pubblicato da Bacchetta Editore nel 2024.
L'opera, scritta da Gabriella Polito e vincitrice del Premio Letterario Nazionale Fabrizio De André, raccoglie le memorie di dieci testimoni del comprensorio ingauno, riportando alla luce episodi ed emozioni che rischiavano di scomparire con il passare delle generazioni.
A rendere ancora più significativo l'incontro è stata la storia di un'amicizia che dura da decenni. Tra i protagonisti c'è Martin Tacke, per tutti gli erliesi semplicemente "Martin il Tedesco", proprietario di una seconda casa a Erli e amico di Angelo Berriolo, classe 1934, fondatore e dirigente del RIVL.
Berriolo porta ancora il peso di una tragedia familiare segnata dalla violenza nazifascista. Eppure, proprio il dialogo costruito negli anni con Martin e con altri amici tedeschi ha contribuito a far nascere Cicatrici.
"Dopo la ritirata dei tedeschi nessuno voleva più parlare di quello che era successo. Martin insisteva da tempo perché mettessi per iscritto i miei ricordi, e Gabriella Polito mi ha fornito la penna", ha raccontato Berriolo.
Poi il messaggio che ha segnato l'intera serata: "I soldati dovevano obbedire agli ordini di Hitler e Mussolini e soffrivano pensando alle loro famiglie lontane. Oggi siamo qui perché ci vogliamo bene".
Parole accolte con un lungo applauso, simbolo di un rapporto che ha saputo superare il peso della storia senza dimenticarla.
Durante l'incontro, Gabriella Polito e il vicepresidente del RIVL Gianni Ballabio hanno intervistato alcuni degli ultimi testimoni ancora in vita, mentre sul grande schermo scorrevano le traduzioni in tedesco dei loro racconti, permettendo agli ospiti di condividere ogni ricordo senza barriere linguistiche.
Un dialogo così partecipato da far nascere l'idea di una futura edizione tedesca del libro, con il titolo Narben ("Cicatrici").
Tra le testimonianze più toccanti, quelle di Maria Aschero, che ha ricordato il fratello ucciso durante l'occupazione; Rosalba Enrico, che ha raccontato dei soldati tedeschi che giocavano con lei bambina, ricordando le proprie famiglie lontane; Domenico Bonifazio, figlio di un barbiere che radeva indistintamente fascisti, tedeschi e partigiani; Orlando Vignola, che ha alleggerito il clima con alcuni aneddoti; e Flavio Furlani, il cui padre lavorava come interprete italo-tedesco durante la costruzione del muro antisbarco e che ha continuato a conversare con gli ospiti fino a tarda sera.
A fare gli onori di casa è stato il vicesindaco Massimo Gai, che ha sottolineato il valore civile dell'iniziativa: "Questa pubblicazione sia di monito a ricordo di fatti e tristi periodi che non devono più ripetersi. Basta totalitarismi di ogni tipo, basta violenza e basta guerre. Si ricordi quanto occorso e si punti sempre alla pace, senza se e senza ma".
Il significato dell'incontro è proseguito anche dopo gli interventi ufficiali. La Pro Loco di Erli ha offerto un momento conviviale con vino e farinata, durante il quale italiani e tedeschi hanno continuato a raccontarsi esperienze, ricordi e storie personali.
A chiudere la serata è stato ancora Martin Tacke che, imbracciando la chitarra, ha intonato celebri canzoni italiane cantate in tedesco: un gesto semplice ma simbolico, capace di rappresentare lo spirito dell'iniziativa.
Per una sera, a Erli, le cicatrici della guerra hanno lasciato spazio a qualcosa di più forte: l'amicizia tra persone che hanno scelto di ricordare insieme, per costruire pace.