Il Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana, giunto alla 22° edizione, prosegue il suo percorso di rinnovamento e, dopo il felice debutto nel 2025, torna a incontrare il pubblico con RiGenerazioni – Tradizioni aumentate, il festival diffuso che fa della musica di tradizione un laboratorio creativo sul presente e sul futuro. Nato nel 2005 come osservatorio sulle nuove musiche folk italiane, oggi il Premio Loano si rinnova come piattaforma immersiva che salda ascolto, territorio e comunità, mettendo in dialogo radici popolari, linguaggi contemporanei ed esperienze di civismo attivo.
Anche nel 2026 Rigenerazioni si articola in due fine settimana - dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre - seguendo un filo che parte dal lungomare di Loano, dove si concentrano i concerti principali e i talk sul “come” si rigenera la tradizione, e si estende poi nei borghi dell’entroterra, dove musica e parola si intrecciano con paesaggi naturali, camminate, degustazioni e atelier di comunità.
Nel primo fine settimana, venerdì 4 e sabato 5 settembre, Loano diventa il cuore pulsante del festival: le giornate si aprono con un incontro pomeridiano nei Giardini Caduti di Nassiriya, momenti di dialogo tra artiste, artisti, studiosi e giornalisti sui linguaggi aumentati della tradizione, e si chiudono con i live serali nello spazio culturale Orto Maccagli sul lungomare.
Venerdì 4 settembre ai Giardini Caduti di Nassiriya sul lungomare di Loano la nuova edizione di RiGenerazioni Tradizioni aumentate si apre alle 18.00 con “Di ferro, legno e pelli: strumenti ‘minori’ nella tradizione alpina”, conversazione con Alessandro Zolt, musicista e ricercatore legato alle pratiche musicali delle valli alpine, e Flavio Giacchero, suonatore e studioso di strumenti popolari tra Piemonte e Occitania, che raccontano come percussioni, oggetti sonori e strumenti apparentemente marginali costruiscono il paesaggio acustico delle comunità di montagna. A seguire, “Ricantare le voci del sud” con Laura Cuomo, cantante e ricercatrice vocale, ideatrice del progetto Ra di Spina, che riflette sul canto corale, sui dialetti del Mezzogiorno e sulla possibilità di trasformare registrazioni sul campo e memorie subalterne in un rito collettivo contemporaneo.
La sera, Orto Maccagli, diventa palcoscenico della nuova scena folk. Alle 21.30 il concerto di ARBEBOOST, formazione che lavora sulle musiche di tradizione alpina con attenzione ai timbri e ai ritmi degli strumenti “minori”, mette in pratica il confronto pomeridiano, portando sul palco tamburi, legni e metallofoni. Alle 22.30 RA DI SPINA presenta Vocazioni: un live immersivo in cui due voci, chitarre ed elettronica costruiscono una trama che attraversa canti di lavoro, riti femminili e antiche melodie del Sud Italia, trasformandole in un paesaggio sonoro denso, sospeso tra sacro e profano.
Sabato 5 settembre, sempre nei Giardini Caduti di Nassiriya, alle 18.00 il focus si sposta sulla Sicilia: “Dagli archivi al palco: la Sicilia ibrida dei Nuhara” mette a confronto Michele Piccione, etnomusicologo e polistrumentista, Federico Pipia, musicista elettronico e producer, e Gabriele Bazza, cantante e chitarrista specializzato in tecniche vocali tradizionali. Il trio racconta come le registrazioni d’archivio raccolte dagli anni Cinquanta e il lavoro con docenti di etnomusicologia possano essere trasformati in brani nuovi, che coniugano ricerca filologica, elettronica e strumenti tradizionali siculo-mediterranei.
In serata, in Orto Maccagli, alle 21.30 i NUHARA portano sul palco canti di lavoro e repertori orali che rivivono in un concerto in cui tamburi a cornice, zampogne, marranzani e elettronica dialogano, creando un ponte tra il mondo contadino del Novecento e i club contemporanei. Alle 22.30 il testimone passa a DAVIDE AMBROGIO con Mater Nullius, secondo album del polistrumentista calabrese e vincitore del Premio Loano Miglior Album e Premio Loano Giovani 2025 - Fondazione De Mari: un live intenso in cui la voce, il tamburo, le troccole e le catene della tradizione pasquale del Sud Italia si intrecciano a suoni elettronici e testi in dialetto, narrando un viaggio di crisi e rinascita tra uomo e natura.
Cresciuto a Cataforio sull’Aspromonte, Ambrogio è uno dei protagonisti più originali della nuova scena folk e world italiana: dopo esperienze in diversi gruppi, tra cui Linguamadre con cui aveva già vinto il Premio Loano Giovani, nel 2021 pubblica il suo primo album solista Evocazioni e Invocazioni, inserito nelle classifiche internazionali Transglobal Music Chart e World Music Chart Europe e premiato da Songlines come Top of the World Album. Con il secondo album pubblicato dall’etichetta francese Viavox, Ambrogio porta avanti una ricerca che intreccia voce, tamburi rituali, codici della Settimana Santa nel Sud Italia e elettronica, raccontando in 14 brani, quasi tutti in dialetto, un viaggio di disconnessione e rinascita tra uomo e natura.
Domenica 6 settembre RiGenerazioni si sposta, alle 17.30, nella suggestiva grotta di Santa Lucia a Toirano per “Riscrivere la tradizione”, talk-concerto acustico di DAVIDE AMBROGIO pensato per l’ambiente naturale del Tanone: qui l’acustica della roccia e la prossimità col pubblico diventano parte del racconto, mentre Ambrogio riflette sulle sue pratiche di ricerca tra i boschi e le grotte della Gurfa in Sicilia dove è stato registrato il disco, alternando parole e brani in forma essenziale.
Nel secondo weekend dell’edizione 2026, venerdì 11 settembre alle 21.30, Piazza G. Govi a Boissano accoglie VESEVO, trio campano guidato dal violinista e arrangiatore Antonio Fraioli, con il percussionista e autore Francesco Paolo Manna e il chitarrista-cantore Antonio Di Ponte: il concerto, costruito sulle tracce del recente Tien a ment, porta sul palco tamburi a cornice, violino, chitarre e voce radicata nell’entroterra vesuviano, fondendo repertori popolari e scritture originali in un magma sonoro che guarda alla world music internazionale.
Sabato 12 settembre alle 18,30, nell’ex Scuderie del Marchese di Balestrino, “La Carnia re-immaginata e cantata” mette al centro MASSIMO SILVERIO, cantante, autore e studioso del canto tradizionale friulano, finalista alla Targa Tenco per il miglior album in dialetto e autore degli album Hrudja e Surtùm: l’incontro indaga il rapporto tra lingua carnica, paesaggio alpino e nuove scritture. Alle 21.30, il suo concerto nello stesso spazio porta sul palco questo immaginario fatto di luoghi, piante, volti e riti antichi, in un idioma sonoro che mescola popolare e colto, classico e contemporaneo, tangibile e occulto.
Domenica 13 settembre, a Santa Libera nella frazione Verzi di Loano, il festival si chiude con una mattinata dedicata alle corde del Mediterraneo: alle ore 11.30 Mauro Palmas presenta il libro Tra le mie corde (Isolapalma, 2025) curato da Maria Gabriela Ledda. Volume che ripercorre la storia del mandolista e compositore sardo, dai progetti storici alle nuove esplorazioni. Alle 12.00, il concerto di MAURO PALMAS E GIACOMO VARDEU liuto cantabile, mandola e organetto, disegnando un paesaggio sonoro che dialoga con il mare e l’altura, perfetto epilogo di Rigenerazioni 2026
Come già nella prima edizione, RiGenerazioni – Tradizioni Aumentate non è solo un Premio e un festival musicale ma un laboratorio culturale diffuso: tra il 4 e il 13 settembre 2026, ai concerti sul lungomare di Loano e nei borghi di Toirano, Boissano e Balestrino si intrecciano incontri e conversazioni con artisti, ricercatori e giornalisti sui nuovi linguaggi della tradizione, show cooking e degustazioni di prodotti della cucina tradizionale curate dalle Pro Loco, una visita guidata alla chiesetta di Santa Libera tra storia e arte e un laboratorio creativo per bambini che trasforma il paesaggio in gioco e racconto. Un programma che fa del festival uno spazio aperto e conviviale, in dialogo costante con i suoi luoghi, le sue comunità e chi le frequenta.
“Con la seconda edizione di RiGenerazioni Tradizioni Aumentate sentivamo l’esigenza di consolidare quello che avevamo solo iniziato a tracciare lo scorso anno: un festival che non sia soltanto una vetrina per la nuova musica tradizionale italiana, ma un vero laboratorio creativo in cui strumenti antichi, archivi sonori, elettronica e scrittura contemporanea convivono nello stesso spazio,” dichiarano i direttori artistici Jacopo Tomatis e Ciro De Rosa. “L’idea è quella di mettere in dialogo geografie diverse, dall’Aspromonte alla Carnia, dalla Sicilia dell'entroterra vesuviano, e far vedere come la tradizione, quando è praticata con libertà e rigore, possa diventare una forma d’arte d’avanguardia, capace di parlare al presente e alle nuove generazioni.”
Rigenerazioni / Premio Loano 2026 è organizzato dall’Associazione Compagnia dei Curiosi, in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano, con il contributo della Fondazione A. De Mari e il patrocinio di ANCI, oltre al sostegno dei Comuni di Balestrino, Boissano e Toirano.
La direzione artistica è affidata a Jacopo Tomatis e Ciro De Rosa, con la collaborazione di Enrico de Angelis, Lucia Campana, Annalisa Scarsellini e il produttore esecutivo Davide Valfrè; partner del Premio Loano sono, tra gli altri, il Premio Andrea Parodi e Folkest.